I dolci erano riservati alle giornate di festa, prevalentemente a Natale e a Pasqua. I morselletti ed i tozzetti, fatti con farina, zucchero, miele e frutta secca vengono ancora consumati a Natale ed hanno assunto un posto d'onore vicino ai più consumistici dolci industriali. Non mancano neppure le ciambelline al vino che ormai accompagnano abitualmente le giornate invernali. Anni addietro venivano consumate solo durante le feste pasquali insieme alla celeberrima pizza sbattuta, così chiamata perché veniva letteralmente sbattuta sul tavolo di marmo, infinite volte, fino a renderla bianca ed elastica. Con aggiunta di uvetta e canditi e dopo una lunga lievitazione entrava a far parte di diritto della colazione pasquale, insieme al ciambellone, alle uova sode e al salame.
La memoria culinaria nel territorio nettunese è tuttora abbastanza viva anche fra la popolazione più giovane, poiché esiste e si fa strada una riscoperta del gusto che si rifà proprio agli antichi sapori casalingo - contadini tradizionali.
Una veduta del borgo medievale a Nettuno
TRADIZIONI ALIMENTARI DEL COMPRENSORIO DI ANZIO E NETTUNO