Le alti pareti di argilla bianche e di arenarie apparivano frastagliate dal verde delle ginestre e dei mirtilli. Si notavano in ogni punto elevato i resti di una villa romana. Spinto da una brezza favorevole, il battello correva silenzioso sulle acque limpide come un cristallo, cosi trasparenti che si poteva leggere ogni dettaglio del fondo marino sino a dieci metri di profondità ...”
STORIA ENOGASTRONOMICA DI ANZIO E NETTUNO
Una  suggestiva immagine di Tor Caldara  che,  grazie all prezioso impegno del WWF e di tutti gli altri ambientalisti,  è diventata dal 1988  oasi  naturale, e che si estende per una superficie di 44 ettari
    Ancora Adone Palmieri:
“Nelle incantevoli Anziate sponde e di Nettuno, quale dolce soavità ti scende al cuore, inebriato da cento diversi piacevoli scene, da torrenti di luce che traboccano dall’oriente sereno! E ti rianima la rugiadosa marina brezza, gradevole cime la consolazione... Nel tempo poi dei (Bagni),Gabriolet, Cocchi, giungono da più parti, e pieni pieni di forestieri. Per maggior decenza, ed acciò cocente sole non infiammi la cute, lungo le rive siasi di Anzio che di Nettuno, costruiscono qui e là piccole capannette; e cosi a fior d’qcqua vedi dei bagnanti una infinità di teste coperte da grandi cappelloni di paglia. - La sera in ispecie tra il grato ronzio dei grilli, e ‘l monotono canto delle strigi, o le spesse serenate di vari stromenti, ritornano nel Porto le peschereccie paranze cariche di freschissimo pesce, che subito si trasporta tutto a Roma, ed a Velletri. Diversi poveri allora protendono i di loro castelli, e quei buoni e pacifici marinai, per lo più dalla Torre del Greco, vi pongono pesce assai.