STORIA
ENOGASTRONOMICA DI ANZIO E NETTUNO
Nel carniere dei cacciatori di Nettuno c’erano molte di
queste specie di uccelli
Le pianure
e le coste sono popolate di lepri e
conigli. Si trovano beccacce durante la
stagione ad altri uccelli marini e di fiume.
In primavera ed in autunno si ha il passo
ed il rientro delle quaglie che vengono
dall’Africa e che vi ritornano dopo aver
deposto le uova. Ogni quantità e specie
di selvaggina che riescano a cacciare
vengono smerciare a Roma, dove tanta
gente è pronta ad acquistarla.
E Padre Lombardi riferisce:
”….In ottobre si fa’ la caccia de’ palombacci, e nell’inverno quella delle anatre. Forse in maggior quantità, vi si trovano anatre, beccacce, allodole, tordi, merli, codette, di che si fa caccia dagli stessi pescatori, inviandola poi a vendere nel paese per mezzo delle loro donne…. La più proficua, e nel tempo stesso dilettevole è quella che si fa alle quaglie in primavera, allorché partendo dalla spiaggia dell’Africa passano il mare, per venir in cerca di regioni meno calde...
