Nel tardo ‘800 Anselm Feuerbach (Spira 1829 - Venezia 1880), sconsolato evocatore del passato, in una lettera, datata 18 luglio 1861, così scriveva: “... Vengono da Porto d’Anzio, dove sono stato due notti e un giorno per studiare il mare. Le notti le ho passate quasi all’aperto; non scorderò mai quelle ore: dovevo trattenermi per gettarmi. Le rive sono assolutamente omeriche. In lontananza lo scoglio di Circe e vicino le grotte lambite dal mare dove è stato trovato l’Apollo ...”.
Paul Klee (Münchenbuchsee, Berna 1879 - Muralto, Locarno 1940), così scrive del suo soggiorno ad Anzio:
“… Mi piace la vita marinara di Porto d’Anzio. Al largo i numerosi velieri, i delfini, i segnali luminosi, qualcosa di meraviglioso; la spiaggia presso Porto d’Anzio è meravigliosa. Un crede di non essere più in questo mondo. Tutto è insolito dal più piccolo anemone, all’aloe, al cactus…”.
Il litorale tra Tor Caldara e Anzio
STORIA ENOGASTRONOMICA DI ANZIO E NETTUNO