Si legge in A
Ademollo che:
“..Innocenzo XII si portò al porto d’Anzio, un mezzo
miglio più discosto, dove visto, inteso e bene osservato il bisogno per
pulirlo e restaurarlo per darvi sicuro ricovero alle barche pescherecce in
caso di tempesta, ed anco abbisognano sino a cinque galere, ne ordinò subito
il disegno al Cavalier Fontana Architetto Pontificio. Ma per non essere
disturbato animò li Signori Cardinali ad entrare in feluca e a divertirsi in
mare, dove ve n’andarono allora quattro, cioè Costaguti, Ottoboni, Bichi ed
Albani, portati in collo dai marinari fino all’imbarco, giacché non potea la
feluca avvicinarsi alla riva...”
Adone Palmeri ci offre una puntuale e vivida descrizione
della Anzio della Prima metà dell’ottocento
“..Al presente il nuovo Anzio, ossia Porto d’Anzio,
consiste in una semplice e tutta piana via quasi a semicerchi sulla sponda del mare, della estensione di
circa 685 passi di uomo andante, incominciando dalla prima abitazione per chi viene da Nettuno fino alla
punta del Molo. Le case stanno tutte da un solo lato a destra ... ”