STORIA
ENOGASTRONOMICA DI ANZIO E NETTUNO
Tratto sempre dall’opera di padre Lombardi:
“...Altra dalle barchette dette palanchese
nell’estate, le quali vanno in alto
mare a gettare gli ami e prendono del grosso pesce a mo’ d’esempio merluzzi, palombi,
cernie, zei, o pesci di San
Pietro, talora ancora il pesce cane.
Acciuga o alice,
pesce azzurro di piccola taglia che viene conservata sotto sale o sott’olio
Ma la
pesca che apporta maggior vantaggio al luogo, è quella delle alici, o acciughe, e delle sardelle che si fa pure in estate, cioè d’aprile fino
a settembre, sebbene i pescatori
siano anch’essi tutti napoletani,
giacché non pochi mercanti del paese attendono
a questo negozio, e
alla sua
salagione vi si sono occupate assai persone, e grandi, e piccole con lucro considerabile per le loro famiglie....Altra parte infine del popolo
ridetto, s’industria a far
salata di sardina e di acciughe, che vengono
esquisite, e meglio assai di quelle di Spagna, e ve ne è grande traffico.”
Il pesce San Pietro, dall’aspetto poco piacevole, ha
carni sode e saporite
Il palombo è uno
squaliforme di notevoli dimensioni. La sua carne
è molto adatta per cotture in umido
