Ottima l’accoglienza di cui Palmieri offre uno
spaccato:
“ De Maria Giuseppe da Roma apriva testé in Anzio una
fornita di tutto campestre
Locanda; mentre sotto una specie di muraglione
presso la riva del mare, vi è una osteriuola graziosissima di Garzìa Giovanni, scompartita in
cinque o sei bugolìni di camerucce
coperti tutti di verzura: e vi miri piccole aiuole di fiori, Salcio piangente, Oleandro e fresca
fonticella. È un piacere vedervi
molti rubicondi beòni dagli occhi impiccoliti, i quali ciarlando, cantando fra allegro baccano, un
poco troppo scrupolosamente
mettono in pratica il precetto del cantor di Venòsa (et
vino pellite curas, da Orazio).
Vi sono pure in Porto d’Anzio quattro piccoli Caffè”.