Però gli abitanti di Nettuno non commerciano con gli stranieri, sia perché non è di loro gradimento, sia perché non amano per nulla lavorare, infatti non hanno da affaticarsi molto per avere da vivere, né hanno tasse da pagare al pontefice. La loro passione è la caccia: tutti sono cacciatori e/o uccellatori dalla nascita. Vi è poi l'attività nelle campagne, che è di piccola  entità, vi sono infatti soltanto due o tre famiglie che hanno dei piccoli vigneti, e tutto il resto è composto da due grandi latifondi appartenenti alla casa Borghese e ai signori Mencacci, che lasciano questi terreni boschivi, ricavandone lucro per la produzione di legname.
STORIA GASTRONOMICA DI ANZIO E NETTUNO
Il porto di Nettuno.
Sullo sfondo, il palazzo di Villa Borghese