- CAMMINANDO
     (E. Miceli - G. Lorefice - E. Miceli)
     (Ed: Carosello)

    Camminando senza fretta
    chiusi dentro nei palto'
    noi due soli sulla strada
    che sonnecchia ancora un po',
    "indovina se ti amo?"
    Non lo so pero' ci sto.
    Una coca ed un panino
    prorpio ove piace a te,
    sotto i portici del centro
    in quel piccolo caffe'
    e poi tutto il giorno insieme
    tutto il giorno... io e te.
    E ci vediamo ogni domenica cosi',
    innamorati e con la testa in tilt,
    con te che ridi quando io provo a scappare,
    e se mi prendi dopo non ti lascio piu'.
    E noi passiamo tutte le domeniche cosi',
    guardiamo tutti i titoli dei film,
    e quasi sempre fin sce che ci lamentiamo,
    ma in fondo il mondo ci sta bene anche com'e'.
    Camminando, camminando, camminando.
    Malinconica Milano
    per la gente come noi,
    coi  sogni e le castagne in mano
    ognuno nei pensieri suoi.
    E poi scrivere "ti amo" 
    sopra la pubblicita',
    in equlibrio su un binario
    Farsi tutta la citta',
    solamente per vedere
    dove va a dormire un tram.
    E ci vediamo ogni domenica cosi',
    innamorati e con la testa in tilt,
     on te che ridi quando io provo a scappare,
    e se mi prendi dopo... non ti lascio piu'.
    E no passiamo le domeniche cosi',
    guardiamo tutti i titoli dei film,
    e quasi sempre finisce che ci lamentiamo,
    ma in fondo il mondo ci sta bene anche com'e';
    camminando... camminando...
    camminando... camminando...
    camminando... camminando...


   - COME UNA TURANDOT
     (E. Miceli - G. Lorefice - E. Miceli)
     (Ed: Carosello)

    La gente stava li'
    in abito da sera,
    composta si avvio'
    sui palchi e giu' in platea.
    L'orchestra comincio'
    e poi si alzo' il sipario
    e apparve Turandot
    illuminando il buio.
    E la sua voce
    un canto divento',
    appassionato,
    e il pubblico ascolto'
    restando senza fiato.
    "Il mio mistero e' chiuso dentro me"
    e il suo segreto un gioco diventava,
    mentre cantava
    "il nome mio nessuno mai sapra'".
    Il tempo si fermo'
    e ormai non si capiva,
    se cominciava un sogno
    e la realta' finiva.
    "Il nome mio nessuno mai sapra'".
    e appassionato,
    il pubblico applaudi'
    quel canto disperato.
    "Il mio mistero e' chiuso dentro me"
    e il suo segreto un gioco diventava,
    mentre cantava
    "il nome mio nessuno mai sapra'"
    "il mio mistero e' chiuso dentro me".
    E il suo segreto un gioco diventava,
    mentre cantava,
    "il nome mio nessuno mai sapra'".


   - FACILE
     (M. Nava)
     (Ed: BMG - Calycantus - Carosello)

    Facile incontrarci
    facile e' stato amarci
    faccle come esistere
    e per noi lo e' stato molto di piu'
    traditi sognatori.
    Fragili sopra un filo
    abili dentro un volo
    liberi come battiti
    e per noi niente contava di piu'
    caduti peccatori.
    Sei ancora qui
    intenso tu
    nei silenzi profondi
    sugli argini
    della mia volonta'
    tu ritorni, sospingi, domandi
    e questo vetro m'infrangi
    come se fosse facile
    fare passi con te
    agile ballerino su me
    simili da coincidere noi
    ma lo sai
    la vita ci spaventa
    e perdersi diventa
    troppo facile.
    Facile ritrovarsi
    anime senza origini
    ma su noi
    la sera cade di piu'
    predeti predatori.
    Facile...
    Facile...
    Camminare con te
    simili da confonderci ormai
    ma lo sai
    la vita ci pretende
    e in cambio un sogno rende
    e noi si perde
    la vita ci disperde
    non e' mai come vuoi
    facile
    la vita si riprende
    indietro quel che vuoi
    e' facile...


   - I SEPARATI
     (V. Spampinato)
     (Ed: D.D.D. - Carosello)

    I separati sono stelle cadute
    dentro il fondo di un bicchiere
    sono angeli con le ali al muro
    li vedi svegli ma sanno sognare.
    Mele mature con un morso solo  
    sulla tavola del mondo,
    chissa' chi le finira' di mangiare
    quando al destino chiederanno il conto.
    I separati davanti alle scuole 
    con i cuccioli da aspettare,
    e ricordarsi di comprare il pane, e ricordarsi di dimenticare;
    con una mano sanno accarezzare
    e con l'altra sanno pugnalare,
    sono conchiglie diventate sorde
    dove non si sente il mare.
    E vanno, e gli anni se ne vanno,
    ma dove come e quando,
    ci guadagnamo il tempo e ricominciando;
    e vanno, ma gli altri che ne sanno,
    di come gira il mondo,
    per chi si e' perso amando... amando.
    I separati pieni di lavoro
    in equilibrio tra il dire e il fare,
    con la bocca dei vicini
    vanno all'inferno o sull'altare.
    I separati hanno tanti amici
    eppure parlano da soli,
    li vedi a un tratto diventare seri
    quando si sono persi nei pensieri.
    Li vedi seppelliti nei divani,
    oppure vivi con il viso al sole,
    sembrano barche che in balia del mare,
    li vedi a terra ma sanno volare.
    E vanno, e gli anni se ne vanno,
    ma dove come e quando,
    ci guadagnamo il tempo
    ricominciando;
    e vanno, ma gli altri che ne sanno,
    di come gira il mondo,
    per chi si e' perso amando... amando.
    I separati sono stelle cadute
    dentro il fondo di un bicchiere,
    se nella vita il treno e' gia' passato
    si volta pagina punto e a capo.


   - IL PROFESSORE
     (G. Di Michele - E. Miceli - G. Lorefice)
     (Ed: GDM Edizioni - Carosello)

    Pensa dentro i fatti tuoi, sogni,
    dietro ai banchi della scuola,
    mentre stai aspettando il professore,
    con il dolce batticuore.
    E chissa' se immagina
    le crisi che hai nell'anima
    forse mi interroghera', pensi,
    mentre osservi oltre gli occhiali, gli occhi blu
    e la faccia troppo seria,
    con la testa un po' per aria.
    E chissa' dove abita
    e se anche lui e' romantico.
    E nel diario lo conserverai
    tra i segreti tuoi, 
    inventando che ti vuole bene,
    e che ti pensa;
    quanti anni avra', ti domandi
    e intanto un po' ti innamori.
    Con lo specchio del como', parli, 
    e quante storie che ti inventi,
    come sto, coi capelli un po' piu' sciolti
    con i jeans un po' piu' stretti.
    E cosi' ti immagini vicino a lui
    per un attimo.


   - INVERNO
     (M. Nava)
     (Ed: BMG - Calycantus - Carosello)

    I semi gia' piantati negli angoli del cuore
    dimenticati
    tra vincoli e ragioni
    giardini di riflessi
    e noi piu' belli a noi
    angeli spaventeti
    sui fili d'erbe piu' spessi
    in un crepuscolo che nasce da te
    del latte bianco versato
    tiepido appena scaldato
    c'e' un mareggiare di ansie dentro di me.
    Spogliatoi di ogni pudore
    ci apriamo all'ultimo sole
    ci sentiamo di piu'
    e sale amore
    amore sale alle guance
    in questo odore di arance
    che senti forte anche tu
    mentre mi copro di te
    io mi ricopro di te.
    Inverno sara'
    in questa grande citta'
    ma noi ce la faremo.
    Inverno sara'
    su questa vita e vedrai
    che sopravviveremo
    ma noi ce la faremo.
    I piedi gia' scaldati
    e legna di camino
    problemi assiderati con te vicino
    ed effemeridi
    dov'e' la stella nostra
    dietro qualche castagna nuvole o cieli
    e' risposta?
    Silenzi e nebbie
    diradati da te
    tra rami secchi del niente
    tu invece iridescente
    sei un albeggiare lento
    davanti a me.
    Avidi in questo tepore
    sotto un azzurro vapore
    la voglia ripiove giu'
    e sale amore
    amore prende alle spalle
    avvolti come uno scialle
    mi tieni stretta anche tu
    mentre mi riempo di te
    io mi domando di te.
    Inverno sara'
    in questa grigia citta'.
    Ma la coloreremo.
    Inverno verra'
    su questa storia e vedrai
    che non lo sentiremo.
    Ma non lo sentiremo...
    Inverno sara',
    su questa pelle vedrai
    che noi lo scioglieremo.


   - IO TI VEDO (Uomo lo sai)
     (Zanotti - Battaglia - V. Negrini)
     (Ed: Carosello - Curci - Scommessa)

    Chissa' cos'e' che ci fa tremare
    inventando amore se non ce n'e'
    e respirare giu' in fondo al mare dei perche'.
    Chissa' perche' il tuo profondo io parla
    e non l'ascolti mai
    se noi credessimo al cuore, quanti meno guai.
    Uomo lo sai
    si puo' cambiare
    si che lo sai.
    Chissa' per quale attrazione strana
    l'onda in piena ci tiene su
    come bottiglie con dei messaggi in mezzo al blu.
    Sai cos'e' che vedo in noi? Stiamo cambiando
    ti conosco e tu lo sai.
    Io vedo da lontano
    ti respiro da dentro te
    posso aprirti uno scudo che
    nessuna guerra attraversera'.
    Io ti vedo da vicino
    coi tuoi nervi intrecciati ai miei
    non rubarmi le chiavi tanti gia' le hai
    uomo lo sai 
    uomo lo sai
    uomo lo sai.
    Chissa' chi sei tu in questo circo
    mi chiami amore, bambina mia
    il pagliaccio e il leone in gabbia che scappa via
    non e' mai tardi per imparare
    a pensare piu' spesso a se'
    a non cedere sempre il passo a chi non c'e'.
    Sai cos'e' che abbiamo noi?
    Stiamo cambiando
    ti conosco e tu lo sai.
    Io ti vedo che mi guardi
    ti ricordi cercavi me
    ti conoscevo senza averti qui
    sei nel mio diario dal primo si.
    Io ti vedo nel sorriso
    e nei rospi che mandi giu'
    dal mattino di un giorno in piu'
    c'e'un treno in corsa puoi guidarlo tu.
    Io ti vedo che mi guardi, che hai paura di perdermi
    ti capisco tu volgia o no
    ti ho vosto nudo percio' ti so.
    Io ti vedo per la vita e impararla e' un lavoro, si
    ma ti vieto qualunque addio
    la cometa per il tuo viaggio sono io.


   - LA DONNA DI IBSEN
     (E. Miceli - G. Lorefice - E. Miceli)
     (Ed: Orchestralmusic)

    Lei guardava il mare
    lei quel mare calmo
    pieno di foschia, chiaro di stelle
    leggere da soffiarle tutte via
    vieni diceva,
    e il suo cuore era un dolce tam-tam,
    lascia che tu sia solo mia.
    Ed io ti portero',
    piu' su, dove il cielo e' come un oblo',
    e lei si abbandono',
    sopra ad un cespuglio di rose
    e poi rispose:
    "Si io ti seguiro',
    piu' su e di vento e cielo vivro'".
    Poi si innamoro',
    si lego' ai capelli una rosa
    e come una sposa danzo'.
    Come una sposa danzo'...
    Lei gli offri' i suoi anni,
    lui le mani grandi,
    poi l'accarezzo', con un sorriso,
    che un lampo in mezzo al cielo cancello';
    lascia che tu sia solo mia.
    Ed io ti portero',
    piu' su, dove il cielo e' come un oblo',
    e lei si abbandono',
    sopra ad un cespuglio di rose
    e poi rispose:
    "Si io ti seguiro',
    piu' su e di vento e cielo vivro'".
    Poi si innamoro',
    si lego' ai capelli una rosa
    e come una sposa danzo',
    come una sposa danzo'...


   - LE RAGAZZE AL MARE
     (E. Miceli - G. Lorefice - E. Miceli)
     (Ed: Orchestralmusic)

    Hanno esotici cappelli
    le espressioni un po' sfrontate,
    e i sorrisi sempre belli
    sotto il fuoco delle occhiate;
    stanno ferme sotto il sole
    o ad abbronzarsi in riva al mare
    con un carico d'amore
    e di avventure da cercare
    e se parlano tra loro
    ognuna ha qualche storia in piu'
    motorini ancora nuovi
    e gonne strette che van su.
    Sono autentiche regine
    e hanno voglia di ballare
    di tirare le mattine
    per poi farsi accompagnare
    poi si lasciano cadere
    dentro sogni emozionanti
    nelle magiche atmosfere
    dei locali luccicanti
    e se al chiaro delle stelle
    affiora qualche voglia in piu'
    sotto il cielo delle Antille
    si dissolvono i tabu'.
    Le ragazze al mare
    fanno tutte un po' cosi'
    stanno un po' in disparte
    ma poi dicono di si
    le ragazze al mare
    sempre piene di allegria
    che amano l'estate
    e con l'estate vanno via
    e alla sera puoi trovarle
    attorno al tavolo di un bar
    e son loro le piu' belle
    della notte che verra'.


   - LUI PARLA DI TE
     (E. Miceli - G. Lorefice - E. Miceli)
     (Ed: Carosello)

    Chissa' da quale cielo sei caduta
    piccola stella con la faccia spaventata,
    con gli occhi a custodir segreti,
    arrampicati sopra un punto che non vedi;
    tu che vieni sempre dalla stessa strada,
    e ascolti il mare
    da una conchiglia vuota.
    In questa notte eccezionale
    di pioggia calda dentro a un temporale,
    coi lampi a posto delle rose
    lungo una spiaggia di passioni silenziose,
    tu cosa fai
    con quella gonna a fiori e il naso in su
    lo sai;
    lui parla di te,
    dentro un'auto con lei che lo ascolta
    lui parla di te,
    guida piano e dal cuore sale
    un dolore che non vuole piu'
    mentre lei lo accarezza e sorride,
    e in quell'attimo gli sembri tu.
    Cammini piano tra la gente,
    canzoni in cuffia e l'espressione indifferente
    lo sguardo dolce come la cioccolata,
    e scrpe zingare puntate sulla strada.
    Tu cosa fai,
    con quella gonna a fiori e gli occhi blu
    lo sai;
    lui parla di te,
    guida piano e dal cuore sale,
    un dolore che non vuole piu',
    mentre lei lo accarezza e sorride,
    e in quell'attimo gli sembri tu;
    lui che pensa a te,
    anche quando ad un'altra si arrende
    ti ha dentro se',
    nelle sere con pochi amici
    in pomeriggi passati cosi',
    a pensare e sapere che vivi
    in un posto lontano da li'.
    
 
   - MA QUANDO SARA'
     (R. Facchinetti - V. Negrini)
     (Ed: Carosello - Babilonia)

    Si fa presto dire amore a chi ci crede
    in questa mezza vita senza fame ne' ricchezza
    io sono la ragazza di tutti e nessuno
    quando mi porti via?
    Non c'e' pace in nessun cuore, non c'e' uscita
    di me dei miei programmi per la vita
    a chi interessa
    le gente qui vuol bene ai suoi drammi
    e a se stassa
    quando mi porti via?
    Quando sara', ma quando?
    Arriverau, ma quando?
    tu o nessun altro, ma quando?
    devo star pronta, ma quando? Quando?
    Quando sara'? Ma quando?
    Camminero' sull'acqua, sull'alta marea
    quando mi porti via
    quando sara' quel tempo...
    fretta non ne ho,
    ma dimmi quando e ci saro'.
    Anche tu ti sarai chiesto perche' esisti
    perdiamo un sogno al giorno
    e pochi ce ne son rimasti,
    la mia valigia e' piccola e cresce viaggiando
    quando mi porti via.
    Quando sara', ma quando?
    Mi troverai, ma quando?
    Vieni volando, ma quando?
    devo star pronta,
    ma quando, quando?
    Quando sara'? Ma quando?
    Cammineremo sull'acqua, sull'alta marea
    perche' non mi porti via
    quando verra' quel tempo?
    Quando non lo so,
    ma quando mi vorrai mi avrai.
    Quando sara'? Ma quando? Quando...
    Quando?
    Quando sara' quel tempo
    fretta non ne ho, ma dimmi quando e ci saro'.

   - MIMI'
     (E. Miceli - G. Lorefice - E. Miceli)
     (Ed: Carosello)

    Smarrito nelle sue dolcezze
    offriva rose rosse ai tavoli dei bar,
    vestito dei suoi pochi anni
    e di una maliziosa femminilita',
    qualcuno senza donna e col bicchiere in mano
    gli chiedeva compagnia,
    e lui che amava tanto il cielo
    e quella strana ebrezza dopo una carezza
    non ce la faceva a camminare via.
    E il tempo accompagnava lento
    la sua giovinezza dalla notte in poi,
    sui lungosenna coi lampioni
    e i tacchi a spillo a reggerlo sui passi suoi,
    ambiguamente malinconico
    davanti al cinema della citta',
    suonava con la fisarmonica
    vecchie canzoni ricche di emozioni
    nella sua incantevole diversita'.
    E passano gli amori
    e passano le sere dentro gli occhi di Mimi'
    leggere come le carezze
    consumate sui sedili dei taxi.
    E cambiano i soldati e cantano
    col cuore cantano "La vie en rose",
    e lui che invecchia sulla strada
    ha l'aria triste e delicata di un pierrot.
    Le ballerine si esibiscono
    sulle pedane strette dei caffe',
    in quegli autunni che spiavano
    gli abbracci languidi nei separe',
    e lui che si perdeva ancora
    dietro ai sogni e dietro alla sua fantasia,
    assaporando il suo rossetto
    si truccava il viso stanco
    aspettando il giorno
    in cui sarebbe andato via di li'.
    E girano le giostre
    e girano i cavalli dentro agli occhi di Mimi',
    e luci e stelle colorate
    tutte illuminate come dentro a film.
    E cambiano i soldati e cantano
    col cuore cantano "La vie en rose",
    e lui che invecchia sulla strada
    ha l'aria triste e delicata di un pierrot.
    E girano le giostre
    e girano i cavalli dentro agli occhi di Mimi',
    e luci e stelle colorate
    tutte illuminate come dentro a film.
    E cambiano i soldati e cantano
    col cuore cantano "La vie en rose",
    e lui che invecchia sulla strada
    ha l'aria triste e delicata di un pierrot.


   - MIO DISPERATO AMORE
     (E. Miceli - G. Lorefice - E. Miceli)
     (Ed: Carosello)

    Tu che hai gli occhi spenti
    senza colori ne' riferimenti,
    mi sembri un cucciolo stanco di abbaiare,
    alla vita che ti ha dato appuntamento
    e non si e' fatta mai trovare,
    e passi primavere ad aspettare
    inverni freddi da morire.
    Oggi ti porto al mare
    mio disperato amore,
    cosi' potrai sognare
    sentirti addosso il sole.
    Guidare le tue mani sul mio viso,
    e farti indovinare il mio sorriso
    mentre io ti dico si'.
    Tienimi stretta amore
    cosi' potrai sentire,
    la gioia e il mio dolore
    dai battiti del cuore.
    Tu con gli occhi spenti,
    che vedo solo quello che senti,
    mi sembri un bimbo che non ha mai voglia di dormire,
    che punta l'orizzonte con un dito
    provando a immaginare
    le querce disarmate dall'autunno
    e il vento addosso nelle sere.
    Oggi ti porto al mare
    mio disperato amore,
    cosi' potrai sognare
    sentirti addossi il sole.
    E darti amore per riuscire a illuminare,
    l'oscurita' che devo attraversare
    perportarti via con me.
    Tienimi stretta amore
    cosi' potrai sentire,
    la gioia e il mio dolore
    dai battiti del cuore.


   - MOVIMENTI CIRCOLARI
     (D. Fossati)
     (Ed: EMI - Carosello)

    Per tutto il tempo che consuma
    le mie deboli ambizioni
    per il cambio di stagioni
    prevedibili e ben piccole emozioni
    per la forza del mio cuore
    che ho dimenticato
    ne ho provati di dolori
    ne ho persi i pezzi per la strada
    perche' ho vissuto senza risparmiarmi mai
    cosi' incapace di aspettare
    perche' gli abbracci cosi' lontani
    ormai sono distanze da potere calcolare.
    E cosi' in questa ombra di stanza
    sono passi leggeri
    su questa linea sottile
    nel buio, nel vuoto della mia stanza
    ho finestre chiuse da tempo
    col tempo ne usciro', ne usciro'.
    Per tutto il tempo che mi resta
    riuscire a viver di minuti
    di serate con gli amici
    ubriaca d'allegria
    per la forza del mio cuore
    che vivo ti vorra' cercare
    in questa notte puoi sentirlo
    lentamente respirare.
    E cosi' in questa ombra di stanza
    sono passi leggeri
    su questa linea sottile
    nei vivi colori
    nella luce della mia stanza
    ho finestre aperte sul tempo
    col tempo capirai, capirai.
    E cosi' in questa ombra di stanza
    sono passi leggeri
    su questa linea sottile
    nei vivi colori
    nella luce della mia stanza
    ho finestre aperte sul tempo
    col tempo capirai
    perche' si vive di respiri
    di movimenti circolari.


   - NON SEI COSI'
     (R. Facchinetti - V. Negrini)
     (Ed: Carosello - Babilonia)

    Cosa vuoi ancora dirmi, cosa fai ancora qui?
    Anche i ladri hanno una dignita'
    ma tu no, non sei cosi'.
    Chiedo scusa agli altri uomini migliori di te
    di ogni traccia tua che troveranno in me
    chiedo scusa alla mia vita.
    Non provare piu' a toccarmi.
    Resta fermo, resta li',
    anche i cobra si affezionano
    ma tu no, non sei cosi'
    se fra cielo e terra l'amore e' questo, poveri noi,
    a campare con te stesso come fai?
    Si puo' amare, si puo' odiare
    ma tu no, non sei cosi'.
    E quanto amavo io questa persona
    il mio aviatore, il mio portafortuna,
    ma perche' sto morendo, per chi, tu non sei cosi'.
    Lupo di mare in cerca di una spiaggia,
    cuore di bimbo sperso nella pioggia,
    disgraziato vai fuori di qui,
    tu non sei cosi'.
    Prego Dio che tu non riesca a far dei figli come te,
    che speranza c'e' per noi se questo e' un uomo?
    Mi e' crollato addosso il mondo,
    ma io sono ancora qui
    con la mia preziosa anima
    e tu no, non sei cosi',
    tu sei guasto, sei scaduto, povero te,
    meglio un brutto, ma di carne come me.
    Io che odio, io che amo e tu no, non sei cosi'.
    E quanto amavo quei tuoi occhi amari,
    le cicatrici di feroci amori,
    ma perche' sto morendo, per chi, tu non sei cosi'.
    Mi hai scaricato nuda sulla luna
    ma mi odierei se ti facessi pena,
    disgraziato vai fuori di qui, tu non sei cosi'.
    Con i pugni in tasca riapro le finestre
    e guardo in la'.
    Guardo me che me ne vado e sono viva.
    La vite e' un ponte e si puo' attraversare
    ma non si puo' costruirci su una casa,
    ho ancora tempo, inventero' qualcosa...


   - QUALCUNO COME ME
     (R. Facchinetti - V. Negrini)
     (Ed: Carosello - Babilonia)

    L'uomo non sa chi sono e io nemmeno
    che buffo quel suo tuffo nei miei occhi
    come una biga rotta all'improvviso
    voglio ballare, voglio che mi tocchi
    c'e' una legge di vita da riscrivere
    se mi vuoi conquistare fammi ridere
    sotto una luna che piu' grande cade
    un pessimo pianista fa un assolo
    arriva uno a dire "ciao si chiude..."
    ma e' sempre aperto il mare sotto al cielo.
    E' qui la musica, e' qui la fantasia!
    Finalente c'e' qualcuno come te,
    e' qui la musica
    qualcuno come me
    finalmente chi si merita un bel si'
    e' qui la musica.
    Comico il mattino e le sue scene
    visto di cosa e' giusto innamorarsi
    di un po' di mal di testa che fa bene
    di un bel vestito rosso per spogliarsi
    camminando si inciampa, ma volando no
    se hai bisogno d'amore fatti amare un po'.
    Libera liberta' signora vita
    certo che si respira sulla luna
    e puoi lanciarmi in aria con due dita
    mi fido di qualcuno come me.
    E' qui la musica, e' qui la fantasia!
    Finalente c'e' qualcuno come te,
    e' qui la musica.
    E come accade spesso a chi crede al futuro
    puoi dare un calcio a un sasso
    e sotto c'e' un tesoro
    ti ho trovato sei qui, ci si trova cosi'.
    E' qui la musica, e' qui la fantasia
    finalente c'e' qualcuno come te,
    e' qui la musica.
    Qualcuno come me
    finalmente c'e' qualcuno come te
    e' qui la musica
    e' qui la musica
    qualcuno come me
    finelmante chi si merita un bel si'
    e' qui la musica
    finalmente c'e' qualcuno come me
    qualcuno come me.


   - SABBIA D'AFRICA
     (Stuflesser - E. Miceli - G. Lorefice)
     (Ed: Sony Music Publishing - Carosello)

    Io non so chi sei
    pero' ti sto cercando
    a... a... a... ancora
    e non so perche'
    e' un richiamo che sento
    lento e dorte dentro me.
    Piu' di un vino rosso, di piu'
    piu' del sole addosso... di piu'.
    I tuoi passi seguiro'
    come un docile robot
    e al tuo ritmo danzero'
    fino a che mi saziero'
    poi di te mi parlerai
    solo quando dormirai
    e ogni volta che ti avro'
    sabbia d'Africa saro'
    a. a. a. a... a-a
    a. a. a. a... a-a
    io non so chi sei
    pero' ti sto sentendo
    a... a... a... adesso
    lento e forte dentro me
    piu' di un cielo rosso, di piu'
    piu' del fuoco addosso.... di piu'
    i tuoi passi seguiro'
    come un docile robot
    e al tuo ritmo danzero'
    fino a che mi saziero'
    poi di te mi parlerai
    solo quando dormirai
    e ogni volta che ti avro'
    sabbia d'Africa saro'
    a. a. a. a... a-a
    a. a. a. a... a-a

   - SE NON FOSSE
     (Kaballa')
     (Ed: EMI - Carosello)

    Se non fosse perche' sei
    miele amaro e succo d'uva
    se non fosse perche' sei
    fango d'oro della strada
    ponte sopra una ferita
    pietra che diventa seta
    se non fosse, se non fosse
    se non fosse io non t'amerei
    non t'amerei.
    Se non fossi come sei
    fuoco azzurro che mi lava
    se non fossi come sei
    acqua rosa che mi brucia
    vento immobile del mare
    freccia a punta di piacere
    se non fossi, se non fossi
    se non fossi io non t'amerei
    non t'amerei.
    Tu sei la luna dentro il sole
    sei l'acqua dolce in fondo al mare
    sei l'altra faccia dell'amore, amore.
    Se non fosse come sei
    utopia e rosa di sale
    se non fosse perche' sei
    eresia e fossa di luce
    chi incatena i miei capelli
    chi apre e chiude i miei cancelli
    se non fosse, se non fosse,
    se non fosse io non t'amerei
    non t'amerei, non t'amerei.
    Se non fossi nave in guerra
    naufragata nel mio amore
    se non fossi un lungo treno
    che attraversa lento il cuore
    se non fossi una finestra
    che si apre e che m'inghiotte
    se non fossi, se non fossi
    se non fossi io non t'amerei
    non t'amerei.
    Tu sei la luna dentro il sole
    sei l'acqua dolce in fondo al mare
    sei l'altra faccia dell'amore
    sei cielo aperto quando piove
    sei blu deserto d'alto mare
    sei l'altra faccia dell'amore.


   - TI PORTERO' VIA
     (I. Graziani - D. Fossati)
     (Ed: EMI - Carosello)

    Si abituera' la tua allegria
    a questo passo lento al tempo che c'e'
    che sia un attimo una vita in piu'.
    Si calmera' la tua poesia
    nella fatica che faro' non avro' pace
    solo un po' di voce ti riparero' - e sarai.
    Cosi' per me la tua follia
    dentro alle tasche
    nelle mani che ho
    non c'e' un attimo che sia di piu'.
    E cambiera' l'intensita'
    dentro alla luce agli occhi tuoi
    non avro' pace
    solo un po' di voce
    ti portero' con me.
    Ti portero' via
    mi basta il tempo che c'e'
    ti portero' via - via con me
    lo senti il tempo cos'e'
    un battito irregolare
    un attimo - un po' d'amore
    un'ombra che accompagnera'.
    Ti portero' via
    prendiamo il tempo che c'e'
    ti portero' via - via con me
    lo vedi il tempo cos'e'
    un prestito, un'eredita'
    un calcolo che si fara'
    per questo amore che verra'.
    Se perdero' la mia poesia
    nella distanza nei pnsieri per te
    sara' un attimo e niente piu'.
    se non avro' un tempo per te
    ripartiro' dal cuore anch'io
    gli daro' voce non mi daro' pace
    e' quello che farei.
    Ti portero' via...
    Si abituera'
    la tua allegria
    a questo passo lento e a me
    per la tua voce al suono che mi piace
    al tempo che verra'.
    Ti portero' via
    ti portero' via - via di qua
    ti portero' via
    ti portero' via...


   - UGO (Remix version)
     (E. Miceli - G. Lorefice - E. Miceli)
     (Ed: Carosello)

    Ugo, domani mi sposo,
    Ugo, domani mi sposo,
    volevo dirtelo per togliermi un peso;
    Ugo, abbassa la radio,
    non sto scherzando io lo faccio sul serio,
    io ti parlo e intanto tu continui a fare il sordo...
    Ugo
    con quella faccia triste
    e l'espressione disperata... Ugo
    sei peggio di Giuda
    e allora... Ugo, U... U... U...  Ugo,
    ma ora e' tardi, cosi' tardi
    che non so piu' che ore sono
    ti telefono domani e parleremo un po' di nuovo.
    Ugo, te lo devo dire,
    lui ha la moto e poi mi fa divertire.
    Ugo, hai perso la donna,
    ti senti giu', ma intanto vuoi la mia gonna.
    Tu non sei mai stato
    come un sorso d'acqua chiara... Ugo
    con quella faccia d'angelo
    e lo sguardo da innocente... Ugo
    non sai dare niente.
    E allora... Ugo, U... U... U... Ugo,
    ma ora e' tardi cosi' tardi
    che non so piu' che ore sono
    ti telefono domani
    e parleremo un po' di nuovo
    tu sei quello che conosce tutto delle donne...
    Ugo
    sai diventare subito l'amico che le aiuta...
    Ugo
    e invece sei peggio di Giuda
    e allora...
    Ugo, domani mi sposo
    parlo ad Alfredo
    e ti mando l'invito... Ugo!