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A Casa

 

Una volta rientrati dalla missione sul campo, bisognerà compiere tutta una serie di operazioni per conservare e catalogare al meglio il materiale raccolto. Spesso, poi, è a casa che si concluderà il riconoscimento delle specie osservate, confrontando i campioni e gli schizzi con qualche manuale scientifico. Ci sonodiversi modi di collezionare parti di piante e a ognuno sarà dedicato un servizio. Qui cominciamo ad anticipare alcune informazioni sulla prima operazione da effettuare: l’essiccamento del materiale.

Lo strumento che si utilizza è la pressa. Ce ne sono di vari tipi (alcuni dei quali facilmente realizzabili in casa), ma il principio è sempre lo stesso: sottoporre il materiale vegetale a un peso costante ed equalmente distribuito perché si distenda e si disidrati cedendo i suoi liquidi alla carta che lo avvolge. Una volta seccati, i vari campioni si conserveranno a lungo senza deteriorarsi, soprattutto se raccolti in un erbario.

 

 Presse da tavolo, la più semplice, quasi d’emergenza, è costituita da due tavolette di compensato pressate con dei mattoni. La più diffusa presenta quattro viti bullonate attraverso le quali regolare la pressione. Un modello più efficace prevede sei viti e una comoda maniglia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per conservare, il materiale raccolto, a seconda delle caratteristiche, si presta ad essere conservato tra le pagine di un erbario (a lato) o in apposite scatoline (sotto).