L’ESSICCAZIONE
EL CONSERVAZIONE
DEI CAMPIONI
La Preparazione
La conservazione dei
campioni raccolti durante le escursioni sul campo è un’operazione delicata e importante,
che richiede pazienza e attenzione. In questa pagina ne parleremo dividendo
l’argomento in tre capitoli : l’essiccazione,
l’identificazione della specie e la raccolta del materiale nell’erbario.
La prima fase, quella
dell’essiccazione, è certamente tra le più complesse dal punto di vista pratico
per un botanico dilettante: vediamo allora passo passo, di indicare con ordine
le varie procedure.
Pulire – appena tornati a casa è
consigliabile procedere subito alle operazioni di pulizia e ordinamento del
materiale: si tolgono i campioni dai vari contenitori (pressa portatile e buste
di plastica) e si puliscono, eliminando gli insetti che sono rimasti sulle
foglie, quindi si asciugano o si elimina la polvere con della carta da cucina.
sfoltire – se i campioni che avete raccolto
presentano troppi rametti laterali o un fogliame eccessivamente denso, dovrete
alleggerirli tagliando con un paio di forbici alcune foglie, rametti e
infiorescenze molto ingombranti. Lasciate però sempre la base dei rametti o i
piccoli delle foglie, in modo che si possa intuire la disposizione delle parti
che sono state eliminate.
In ogni caso i rametti che,
oltre alle foglie, hanno anche fiori o frutti, meritano un’attenzione
particolare: quelli infatti che portano infiorescenze piccole o frutti non
carnosi, come le samare dell’olmo, potranno rimanere sul rametto e venir
seccati nella pressa; i fiori e i frutti carnosi o ingombranti dovranno essere
trattati con procedimenti particolari. In questa pagina ci dedicheremo, almeno
per ora, solo ai campioni più semplici, composti di sole foglie o con fiori
piccoli.


Dalle
terre lontane
Gli esploratori naturalisti
che andavano alla ricerca di nuove specie vegetali in continenti lontani si
munivano di attrezzature talvolta ingombranti.
Le casse di legno
raffigurate qui a fianco ( si tratta di un acquerello francese del XVIII
secolo), per esempio, servivano a portare pianticelle di specie rare o
sconosciute in Europa. L’esemplare vivo poteva così essere piantato negli orti
botanici o nelle serre, studiato e propagato.
Qualche accorgimento
Se non è possibile preparare
immediatamente il campione per la pressa, si può rimandare l’operazione al
giorno successivo, pulendo però il materiale e conservandolo in frigorifero
dentro buste di plastica. Se le piante si presentano appassite o ci sono dei
bocci che stanno per aprirsi conviene tenerle a bagno fino al giorno dopo,
aggiungendo all’acqua un pezzo di carbone di legna, oppure un pezzo di ferro
arrugginito o un cucchiaino di soda, oppure sale di ammonio nella proporzione
di cinque grammi per litro.

Ritagliare
i “cuscini” -
Una volta preparato il
campione è il momento di usare la pressa; il modello più adatto è quello a
quattro viti (sono state già date le indicazioni per costruirlo). Serve poi
della carta di giornale: anzitutto fatene dei cuscini, ritagliando i fogli
delle dimensioni della pressa (che in genere corrispondono alla metà o un
quarto di pagina di quotidiano) e sovrapponendone una decina uno sull’altro. Tagliate
gli angoli dei cuscini per evitare che si blocchino sulle viti.
ridurre lo spessore –
se i rametti raccolti sono
troppo grossi conviene ridurre lo spessore del fusto; per assottigliarlo è
possibile tagliarlo a metà per il lungo con l’aiuto di un coltello affilato, di
un bisturi o di una taglierina (è un’operazione che va eseguita con estrema
attenzione perché è piuttosto pericolosa).

distendere i campioni –
Ora bisogna distendere il
campione su un foglio di carta: si deve evitare che le foglie si pieghino,
facendo in modo che conservino la loro posizione naturale e che i petali siano
disposti in modo da mostrare tutte le parti del fiore. Si distende allora il
campione con le dita ed eventualmente si ferma man mano con piccoli pesi per
mantenerlo in posizione fino al momento in cui verrà coperto da un altro foglio.
Nel caso che il vostro campione sia più grande del foglio, basterà piegarlo ad
un angolo acuto e poi distenderlo. Se le piante che avete raccolto sono state
conservate nella pressa portatile saranno già distese: per correggere una piega
sbagliata basterà passare sopra le foglie un ferro da stiro freddo.

Ricoprire
–
Una volta disteso il
campione, vi si pone sopra un foglio di carta di giornale, facendo attenzione
che il rametto rimanga in posizione anche quando togliete le dita.

Un
erbario antico –
Quello che appare qui
accanto è un erbario prelinneano conservato nel Museo di Storia Naturale di
Milano. Prima che Linneo ordinasse in modo sistematico le specie sistematiche
le specie vegetali, i botanici distinguevano le piante fra loro usando per
ognuna una breve frase in latino che ne dava le caratteristiche più salienti.
Alternare –
Dopo il foglio si mette un
secondo cuscino di giornali e si ripete la procedura con un nuovo campione. Se alcuni
campioni sono particolarmente spessi, bisogna badare ad alternarli a quelli più
sottili e a disporli in modo che la pila di giornali e piante che si ottiene
alla fine del lavoro sia omogenea nello spessore.



chiudere –
La pressa potrà essere riempita fino a tutta
la lunghezza delle viti (10 – 15 cm). Prima di mettere il coperchio,
ricordatevi di chiudere la pila con alcuni fogli di carta.

