indispensabili
per approntare una collezione botanica, possono essere realizzate anche
personalmente conoscendo qualche semplice nozione di fai – da – te.
La
pressa da botanico è solitamente
costituita da quattro componenti: dei fogli di carta (assorbente o velina, ma
anche le pagine di giornale vanno benissimo) che, ripiegati, formeranno le
cartelle in cui riporre i campioni da pressare; dei “dei cuscini” composti da
fogli aggiuntivi per assorbire l’umidità; delle basi di legno per contenere il
tutto; delle cinghie (o elastici, pesi, viti) per esercitare la pressione.
Il giusto formato
Le
dimensioni della pressa dipendono da quelle scelte per i fogli dell’erbario su
cui dovrete montare i materiali pressati.
Non
dimenticate comunque che presse troppo piccole non contengono rametti o grandi
foglie composte e quelle troppo grandi hanno lo svantaggio di essere
ingombranti. La soluzione migliore sta, come sempre, nel mezzo: le dimensioni
ideali vanno da 25x25 a 30x40 cm, più o meno le misure di un quotidiano piegato
a metà. Ma la scelta del tipo e del formato dipende anche dall’uso: la pressa da
casa potrà essere evidentemente più grande e pesante di quella portatile, da
campo, che serve cioè per le “spedizioni” di raccolta.
1
2
3
4
le
portatili : il modello più semplice è di facilissima
realizzazione. Sono sufficienti due tavolette di legno e due grossi elastici.
Queste determineranno la pressione necessaria sul ‘pacco’ di carta contenente i
campioni vegetali.un modello elaborato è quello della cartella-pressa a
pannelli traforati: comodo per le lunghe escursioni perché è più leggero, e
assicura una migliore aerazione dei campioni.su due tavolette di robusto
compensato (della misura voluta e dello spessore di un centimetro) bisogna
disegnare una serie di quadrati o di altre figure geometriche per poi seguire
(disegno 1) le linee con un seghetto elettrico da traforo. Si otterranno due piani a ‘finestre’, solidi e leggeri, da
rifinire con la carta vetrata. È opportuno smussare bene tutti gli angoli
esterni per evitare graffio strappi durante l’uso.quattro vecchie cinghie(o
nastri da tapparella), fermate con fibbie e fatte passare all’interno delle
aperture,svolgeranno la funzione serrante(disegni 2 e 3);le due più lunghe
formeranno anche la tracolla(disegno 4).
Da
tavolo : tornati
a casa, i campioni raccolti e ospitati nella pressa d campo vanno subito trasferiti in uno strumento più funzionale. Se non vi siete ancora
organizzati, potete improvvisare una pressa di emergenza usando le solite
tavolette di compensato come basi e sostituendo gli elastici con un grosso peso
(per esempio, due o tre mattoni o volumi di enciclopedia), per esercitare una
pressione maggiore e costante. Molte sono le presse da tavolo che si possono
trovare in commercio: quella più tradizionale è costituita da una sola vite
centrale, come nel torchio, ed è in grado di esercitare in modo uniforme la
pressione su tutta la superficie. Volendo divertirsi col bricolage, anche senza
essere esperti, è possibile costruire, in poco tempo e con poca spesa, una
pressa da tavolo dalle prestazioni paragonabili a quelle dei modelli
professionali. Ecco come si fa.

Il modello a 4 viti: anzitutto elenchiamo l’occorrente: due tavolette di
legno (massello, truciolare o multistrato) dello spessore di circa un
centimetro e mezzo, quattro lunghe viti (circa 10 centimetri) provviste di
rondelle e dadi ad alette, feltro, adesivo universale, carta abrasiva. Ed
ecco come procedere. Sui quattro
angoli si praticano i fori per le viti (disegni 1 e 2). Devono essere perfettamente
verticali. Per lavorare con precisione, operate sulle due tavolette
contemporaneamente, sovrapponendole e accostandone il bordo a un listello di
legno.
Svasate leggermente i fori
della tavoletta superiore, in modo che le viti vi si infilino con facilità
(disegno 3).

Per
evitare che le teste sporgenti sul fondo danneggino il piano di appoggio
incollate sotto gli spigoli inferiori quattro angoli di feltro (disegno 4)
La struttura esterna della
pressa è pronta (disegno 5).
Ora bisogna riempirla con
gli opportuni strati di carta. Ricordatevi di tagliare gli spigoli di tutti i
fogli: in questo modo non si incastreranno tra le viti (disegno 6).
Da ultimo, stringete le
viti: attraverso le rondelle, la pressione potrà essere regolata e trasmessa
equamente a tutta la superfice delle tavolette di compensato (disegno 7).