In un mercato d'oriente due ragazzi, Jhonatan e Bill molto appassionati del mistero, dell' avventura e della possibilità dell' uomo di poter viaggiare nel tempo, stavano osservando in una bancarella libri di scienza e tecnica. Ma non avendo trovato alcuna informazione interessante si incamminarono verso il proprio alloggio. Nel mentre incontrarono un vecchio saggio. Subito Bill, capito che il vecchio voleva vendere la bilancia che aveva in mano, l'acquistò senza esitare anche se non capì quello che diceva.
Arrivati nel proprio alloggio, Jhonatan per preparare le dosi per un esperimento insegnatogli da un vecchio indiano che, secondo lui faceva andare dove si voleva, appoggiò una pietra di zolfo sul piatto della bilancia. Subito Jhonatan scomparve in un cerchio di luce. Bill non riuscì a spiegarsi in modo scientifico l'accaduto. Allora avanzò con delle ipotesi. Si avvicinò alla bilancia e scoprì che vicino al peso c'erano due scritte "AC" e "DC". Dopo alcune altre osservazioni notò che invece esserci scritto "grammi" c'era scritto "anni". Subito allora rimise lo zolfo sulla bilancia e in pochi attimi si ritrovò in un posto da lui sconosciuto dove intravide Jhonatan.
Tutti e due stupiti si guardarono negli occhi. Dopo pochi secondi capirono che avevano viaggiato nel tempo dalla foresta vergine composta da alberi stranissimi simili a quelli che si vedono sui libri che parlano delle piante ormai estinte. Stavano camminando attorno alla foresta quando un Velociraptor iniziò ad inseguirli. Fu Bill ad accorgersene. Subito entrarono nella foresta cercando di evitare la compagnia del dinosauro. Dopo parecchi metri si accorsero che il Velociraptor non li stava più inseguendo e continuarono la loro marcia cercando di uscire dalla boscaglia. Si guardavano intorno e videro piante e animali di tipi stranissimi, si fermarono ad osservarli ed a raccogliere campioni per la loro collezione di piante. Mentre camminavano pensavano a tutto quello che avrebbero potuto fare con la loro bilancia del tempo.
Dopo ore di lungo e faticoso cammino si trovarono in una radura nel bosco. Si fermarono a guardare un Triceratopo mentre divorava un arbusto. Ma, in pochi secondi, uno Pterodattilo rapì Bill con le sue imponenti zampe. Jonathan non si accorse dell'accaduto perché intento ad osservare il comportamento naturale di questi dinosauri. Bill ancora appeso, attrasse l'attenzione di Jhonatan gridando. Jhonatan lo rincorse cercando di afferrarlo per i piedi in modo da tirare giù il suo amico, ma siccome lo Pterodattilo con un "batter d'ali" prende un incredibile velocità ed altitudine, anche egli rimase aggrappato. Dopo un estenuante volo arrivarono nel nido dell'uccello dove si trovavano cinque piccoli di Pterodattilo affamati. Questi credendo che fossero cibo per i propri denti, iniziarono a beccarli. Così Jhonatan prese la bilancia prodigiosa e appoggiò sul piatto la prima cosa che gli capitò sotto mano per ritornare al presente. La cosa sembrò riuscire. Ma, inspiegabilmente, invece di ritrovarsi nel loro presente i ritrovarono ancora una volta in un tempo sconosciuto. Videro una città meravigliosa con tutte le comodità. Approfittando di questa era libera del futuro rimasero in quella città parecchio tempo pensando che fosse il massimo della libertà e della felicità..
Nel frattempo studiarono le capacità della bilancia imparando ad usarla: la chiamarono "LIBERTÀ". Questa era come fisionomia identica alle normali bilancia ma fatta di materiale sconosciuto. Il piatto era fatto di rubino verde, il quale dava un senso di mistero e di angoscia ai due esploratori. Le scritte che questa aveva impressa  indicavano la linea del tempo, erano scritte in modo preciso ma allo stesso tempo rude.  Troppo ambiziosi, vollero andare in un futuro più futuro e, ahimè, davanti ai loro occhi apparve uno spettacolo deprimente e triste. Si trovarono immersi nel bianco. Bianco a destra, a sinistra, in alto, in basso. Ovunque girassero gli occhi non c'era nulla, un bianco che più bianco non si può. Camminavano, correvano, ma niente, erano sempre immersi, immobili, nel nulla di quel bianco. Poi improvvisamente un cartello: "QUI IL FUTURO ANCORA NON E' ARRIVATO".
I due ragazzi erano disperati, quanto avrebbero dovuto aspettare? E cosa avrebbero potuto fare in quel futuro ancora da vivere? Si sedettero sconsolati ai piedi del cartello. Bill tirò fuori la bilancia. Niente: non funzionava. Dopo pochi minuti che i due osservavano, pensando di avere sbagliato qualcosa, apparve improvvisamente una figura, man mano che questa si avvicinava diventava sempre più conosciuta: era il vecchio poveraccio che aveva venduto loro la bilancia. Il vecchio disse loro con voce dispiaciuta "Cari ragazzi, si può essere egoisti e schiavi del futuro cercando sempre delle cose nuove senza vivere invece il presente. Questa non è la libertà, per essere davvero liberi dovete imparare a dare al tempo il proprio peso, ma non vi serve la bilancia, solo la vostra testa!!!". I ragazzi videro sparire la bilancia dalle loro mani, poi alzando lo sguardo si ritrovarono nel loro presente.

by Russo Luca, Siranni Bruno e Pepe Mattia