Inserto Inchiesta Inquietante

Organo della Villa League
Numero 2
Gennaio 2004
lazio merda

Che fine ha fatto Castellazzi?

La redazione di "Certa Stampa" riceve e pubblica

DA: "F"
GIORNO: Sat, 10 Jan 2004 03:12:13 +0100
OGGETTO: la fine di castellazzi?

Mi duole dover comunicare alla stimatissima dirigenza del P.I.T.A.L.E nella persona della presidentessa etc. etc., che purtroppo vi sono altri inquietanti sviluppi in questa umana tragica vicenda, che ci coinvolge TUTTI (da vicino). Siamo venuti a conoscenza, da fonti giornalistiche di primo piano e assoluta affidabilita' delle quali OVVIAMENTE non possiamo rivelare l'identita' (Vittorio Feltri s'incazzerebbe) che la scia di pipi' seguita dìagli inquirenti non e' una falsa traccia, come certa stampa comunista ha definito, ma bensi un'attendibile e sconcertante prova dell'esistenza di uno strano connubio tra il doping e AL QAEDA. Cerchiamo di fare luce sulla situazione:

1) Tutti sanno ormai che l'amichetto di Castellazzi, Abderrazak Jadid in realta' si chiama Tarek Aziz Jadid (e' riuscito a ottenere il visto per la UE dimostrando di avere preso la residenza a Latina assunto come collaboratore domestico di un cugino di Recoba) e che e' un intimo amico nonche' compagno di merende di Uday, ambiguo manager sportivo e figlio di un noto magnate iracheno

2)Durante le meritate ferie estive Castellazzi viene convinto da Jadid a partecipare ad un'incontro presso un villaggio Valtur in Sudan con un suo amico, noto trafficante di NANDROLONE, tale Osama, allettato dalla presenza di un famoso magnate afghano, Omar, presidente e guida spirituale della FTGC (Federazione Talebana Giuoco Calcio) deciso a dare una svolta alla propria carriera il Castellazzi accetta e si propone come preparatore atletico dei portieri per la nazionale afghana.Ma la copertura utilizzata come testimonial ad una convention sull'uso prenatale della lacca per capelli non regge e Il presidente americano Clinton per rappresaglia bombarda la fabbrica di aspirine di Osama nelle vicinanze, si mormora per proteggere l'industria farmaceutica nazionale.

3) Il Castellazzi e' turbato, non comprende tutto l'astio americano verso il gioco del calcio, non vede il nesso tra le aspirine, il nandrolone e Osama... decide comunque di trasferirsi in gran segreto a Kabul per visionare gli impianti sportivi della capitale.

4) Osama per nulla turbato si trasferisce in Afghanistan e rende la sua multinazionale, Al Qaeda il principale sponsor tecnico della nazionale afghana. Castellazzi stupito dalla INCREDIBILE CRESCITA MUSCOLARE di alcuni giocatori della sua squadra (Vialli e Del Piero) comincia a comprendere il nesso tra aspirine, nandrolone e Osama...ma e' troppo tardi, le esportazioni di aspirine, nandrolone, oppiacei, petrolio e pioloti verso gli USA ingelosiscono il neo democraticamente eletto presidente Bush JR che per rappresaglia invade la fabbrica di aspirine di Osama nelle vicinanze e poi tutto il resto del paese...

5) Castellazzi ormai assai turbato da tutto l'astio americano per il gioco del calcio, accetta l'offerta di Uday e si trasferisce nella vicina e ridente cittadina di Baghdad per ricoprire il ruolo di preparatore tecnico dei portieri dei Fedayn Baghdad. Il magnate padre di Uday viene però accusato da Bush JR e da Sir Alex Fergusson di tenere aperte delle filiali di Al Qaeda che spacciano aspirie ai giocatori della nazionale Nord Coreana. Nonostante i numerosi richiami di Carraro, Galliani e il Papa alla prudenza, Bush JR invade pure l'Iraq.

6) Depresso da quest'odio cosi profondo degli americani verso il giuoco calcio e dietro segreto consiglio della FIGC decide il rientro in patria. Ma all'autogrill di Jenin il Castellazzi al gratta e vinci viene sorteggiato per un breve soggiorno presso un villaggio Valtur in Iran,nella ridente e storica ed anche un poco tellurica antica città di BAM. A questo punto si perdono le tracce del Castellazzi. Ma un nostro anonimo informatore, ex comunista, ex socialista, grasso che lavora a la7 e stipendiato dalla CIA, sostiene che l'operazione di BAM non fosse altro che un depistaggio organizzato dall'agenzia e da Carraro, per nascondere alla FIGC che in realtà il Castellazzi è in gran segreto il preparatore dei portieri della squadra calcio dei marines di Guantanamo Bay a Cuba.

In fede (poca)
Chris 

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