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Il Politecnico chiede agli studenti di provare la conoscenza di una lingua straniera e chiede loro di farlo entro la laurea triennale: ciò significa che non si può "uscire" dall'università senza aver superato l’esame di lingua. Le lingue ammesse sono quattro: inglese, francese, tedesco e spagnolo. Ad ogni lingua corrisponde un esame, un test, gestito da un’organizzazione differente e con modalità di accertamento diverse.
In questa puntata (le altre seguiranno: state all'occhio!!):
Il TOEFL è il test tipicamente utilizzato e accettato dalle università nordamericane per verificare le conoscenze di inglese degli studenti stranieri. Inoltre sembra che sia ben accetto anche in ambiti aziendali. È diviso in quattro parti, listening & comprehension, grammatica, reading & comprehension, tema scritto.
La prima parte è quella meno scolastica, nel senso che la sua difficoltà sta nel capire dialoghi e discorsi più o meno serrati: frasi idiomatiche, pronunce non perfette e/o scandite mettono in crisi assai spesso gli studenti. Per prepararsi a questa parte, l’unico esercizio veramente utile è la conversazione con qualcuno che parli bene l’inglese (nel test in realtà si parla in americano: cambiano alcune pronunce e i significati lati di alcune parole). Nel TOEFL nessuno vi chiede di parlare, ma farlo conversando aiuta a pensare in inglese e quindi a capire meglio le frasi che si ascoltano. In mancanza di un partner con cui parlare guardare film e tv inglesi e americane è sicuramente utile: nel laboratorio N.2.4 ci sono sia tv via satellite (BBC, Cnn, ecc.) sia film in lingua originale, talvolta con sottotitoli utili per iniziare.
La seconda parte invece è decisamente scolastica: quindi lo studio dell’inglese fatto alle superiori fornisce sicuramente la preparazione più rispondente alle richieste del test. Le domande (a scelta multipla, come in tutto il test) sono a trabocchetto, giocano sulle diversità grammaticali e sintattiche fra l’inglese e le altre lingue straniere. Infatti poiché il TOEFL viene ideato per candidati provenienti da tutto il mondo, alcune domande potranno sembrare banali, mentre per un cinese, ad esempio, non lo sono affatto! Per rinfrescare la memoria o per iniziare ad approfondire aspetti della lingua magari mai affrontati (la grammatica, appunto) può essere utile un testo di auto-apprendimento: ce n’è uno disponibile alla CLUP (libreria universitaria) che è proprio strutturato sul TOEFL ed è quello consigliato dagli insegnanti di inglese del Politecnico (v. in seguito).
La terza parte consiste in domande che riguardano alcuni testi da leggere al momento. Più si è veloci a capire e più parole si conoscono, più è facile completare l’opera senza troppe difficoltà. Prepararsi a questa parte non è semplice perché richiede per lo più conoscenze stratificate e una certa agilità nella lettura. Sicuramente è utile sfogliare giornali e periodici in lingua e anche imparare nuovi vocaboli (cosa peraltro utile in tutto il test: non si ha a disposizione nessun tipo di dizionario).
Il tema, nel computo del punteggio, fa media con la grammatica, nonostante proponga un esercizio molto diverso. Si può esercitare la produzione scritta non troppo difficilmente, magari in coppia, così da correggersi i temi a vicenda. Bisogna tener presente che la richiesta è linguistica e non artistica: ovvero sono molto più importanti la struttura e la correttezza sintattica e ortografica che l’originalità del componimento: inoltre i titoli sono sempre scelti fra una gamma fissa e di solito su argomenti molto generali. Si possono trovare tutti i titoli possibili alle pagg. 42-46 dell’opuscolo gratuito sul TOEFL distribuito all’uscita della CLUP.
Il costo significativo dell’esame (Lit. 270 000 adesso, ma dipende dal dollaro! Inoltre il Politecnico rimborsa solo la prova riuscita) impone di tentarlo quando si è per lo meno convinti di poterlo passare. Prepararsi come detto è fondamentale, a meno che non si conosca già bene l’inglese e non si sia sicuri delle proprie capacità.
Se non ci si sente pronti, si può frequentare un corso CLIP organizzato dal Politecnico: esiste il livello beginner, quello intermedio (60 ore) e quello avanzato (40 ore). Sono corsi tenuti da insegnati di madre lingua, in orari accessibili a tutti (18-20), anche se possono essere stancanti. Se si sa poco o nulla di inglese, non conviene seguire il corso avanzato, al rischio di perdere tempo; viceversa se un po’ si sa forse il corso per principianti può essere troppo elementare e ugualmente trasformarsi in una perdita di tempo. Con un minimo di basi si può seguire il corso avanzato (preferibile perché di 40 ore) ferma restando la necessità di dedicare del tempo allo studio personale in rapporto al livello delle conoscenze acquisite.
Per iscriversi ai corsi CLIP del primo semestre bisogna presentare la domanda entro il 27 settembre, ma è sconsigliabile che una matricola, al primo impatto con i non facili studi di ingegneria, riempia il proprio tempo libero con del lavoro aggiuntivo. Il secondo semestre può essere invece il miglior momento per preoccuparsi dell'esame di inglese e quindi per iscriversi ad un corso, a patto però di non avere troppe materie arretrate dal primo semestre. Conviene comunque programmare l'esame di lingua il prima possibile, per non trovarsi a ridosso della scadenza della laurea: così è possibile disporre di più di un'opportunità per sostenere il test, senza disperdere le conoscenze finora acquisite.
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Data ultima revisione: 10/10/2000