Le mie radici, raccontate da mia mamma ed i primi ricordi.

Siamo nell'anno 1921 mese di ottobre: il giorno 16 vengo alla luce in una casa detta CIAN DI BURI (in dialetto piemontese), a MOMBALDONE, provincia di ASTI.
Dopo circa un anno la mia famiglia si trasferisce a SPIGNO MONFERRATO, provincia di ALESSANDRIA, in casa d'affitto presso parenti di mia mamma, famiglia ROSSELLO, la quale allevò mia madre (essendo ella di N.N. presa in un orfanotrofio di TORINO).
Lì mio padre incomincia a lavorare per conto terzi in campagna, guadagnandosi la giornata in generi di natura e qualche soldo per mandare avanti la famiglia, essendo quelli tempi di crisi per la fine della guerra.
Con l'avvento del fascismo era miseria per il popolo degli sventurati che di quei tempi subivano le angherie e i ricatti di una dittatura come quella fascista.
Mia madre conosce una famiglia di SAVONA, i SANGUINETI, e porta dopo un po' di tempo pure me con lei a servizio presso di loro, dove esisteva un bimbo della mia età.
Così come baby sitter e donna di servizio, mi tiene per un po' di tempo presso quella famiglia a SAVONA.

Italo - 4 anni
All'età di anni 4, mi riporta a SPIGNO; lì vado all'asilo.
Inizio la prima elementare in una piccola borgata nei pressi di SQUANETO, detta VALLA: abitavamo in una cascina agricola di proprietà di un certo DOGLIOTTI, fascista e promotore della istituzione della scuola in quella borgata.
Il tempo della mia permanenza dura due anni, dei quali ricordo vagamente che io venivo svegliato all'alba e portato nei campi davanti ai buoi fino all'ora di recarmi a scuola, essendo i miei genitori impegnati nei lavori di aratura, semina e altro.
A distanza di tempo viene come un ricordo, quello delle sofferenze subite a causa dei tempi in cui si viveva e per le condizioni a cui si era sottoposti per esigenze di sopravvivenza, essendo il primo figlio ed unico elemento di supporto per sopperire alle necessità materiali e al buon funzionamento della famiglia.
Terminato tale periodo, la famiglia si trasferisce nuovamente a SPIGNO e inizia una nuova fase di lavoro per me, essendo mia madre incinta e non potendo più aiutare nei lavori in campagna; mio padre va a giornata presso varie cascine di contadini ed io vengo mandato presso altre famiglie contadine come servo; più avanti esporrò in altro testo questa parte della mia storia specificandone le varie fasi.
Per sintetizzare: penso che in certe situazioni forse sarebbe meglio non venire al mondo, per non trascorrere tempi come quelli in cui sono nato io, non per colpa mia, ma per le angherie subite.
Ricordo benissimo il passato, ma mi auguro di scordarlo dopo queste esposizioni.


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