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Questa
Pagina è dedicata all’esperienza emotivamente più importante della mia
vita….
Da 2 anni faccio parte di un gruppo di volontari “CHILDREN
IN THE WORLD”,
che ogni estate si reca presso degli istituti minorili in Romania.
Cosa
mi porta là non lo so, non riesco a capirlo.. so solo che è iniziato
quasi per caso leggendo un volantino del CSI dove si chiedeva allenatori
per insegnare sport in orfanatrofi della Romania ed allora mi son detto:
“Lo faccio qua per tutto l’anno cosa vuoi che sia farlo per una
settimana in Romania?”
Bè…..
non mi sarei mai immaginato cosa volesse dire se non l’avessi
provato…. e credo che nessuno riesca.
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Il
primo anno senza la minima idea di cosa avessi
potuto trovare, anzi con la convinzione di andare ad insegnare calcio,
sono andato a Valcea Ruminita, una piccola cittadina a circa 200 Km da
Bucarest, verso l’interno della Romania, in un istituto dove ho trovato
circa 40 bambini e bambine dai 5 ai 12-13anni.
L’impatto all’arrivo è stato scioccante, dopo una
giornata di viaggio tra aereo e macchina siamo stati letteralmente
assaliti da tutti quei bambini che cercavano di aiutarti, di conoscerti ed
al momento la cosa mi ha colpito lasciandomi impietrito e sconvolto al
tempo stesso.
Subito
capii che le cose non sarebbero andate come le avevo pensate, cioè
organizzarmi per fare delle
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lezioni
di scuola calcio, come normalmente si fa ai bambini che alleniamo in
Italia, infatti mancavano le strutture, i materiali e soprattutto la
situazione dei bambini, sotto ogni aspetto non lo permetteva, di
conseguenza mi dovetti riadattare a questa nuova realtà e grazie anche
all’aiuto degli altri volontari ed in particolare
di Silvia
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(
che conosceva la realtà essendoci già stata l’anno precedente )
abbiamo iniziato ad organizzarci per poter proporre a quei bambini
qualcosa di compatibile con l’ambiente che li ospitava.
Malgrado
queste difficoltà iniziali siamo riusciti a creare dei momenti importanti
e di felicità per quei ragazzi, cercando di organizzare giochi, gare e
qualcosa da mangiare tipo pizza e sicuramente quest’ultima è una delle
cose che sono state più apprezzate.
In
quella settimana di Luglio passata con quei bambini ognuno di noi a
cercato di dare il massimo
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della
disponibilità ma tornando a casa mi sono chiesto se tutto questo era
giusto, se dare un periodo più o meno lungo di distrazione, di felicità
per poi farli tornare nella normalità di una situazione difficile sotto
tutti gli aspetti non sia stato più deleterio che positivo….
Sinceramente
non sono riuscito a darmi una risposta molto convincente, ma ho pensato
che poco è meglio che niente, anche se mi rendo conto che forse
egoisticamente era importante per me ripetere questa esperienza .
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Malgrado
queste mie perplessità decisi di ripetere l'esperienza per la seconda
volta, ed anche questa volta l'esperienza si rivelò alquanto scioccante e
difficile dovuta principalmente ad un improvviso cambio di destinazione,
della quale siamo venimmo a conoscenza solo all'aeroporto di Bucarest.
Mi
spiego meglio:
da
programma io ed il mio gruppo, di cui facevano parte solo ragazzi che non
avevamo mai partecipato a nessun viaggio in Romania, dovevamo andare a
Valcea nello stesso istituto dove mi ero recato l'anno precedente, quindi
ci eravamo organizzati per proporre delle situazioni di gioco adatte a
bambini di età tra i 5 - 12 anni.
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Invece
arrivati all'aeroporto la responsabile dell'associazione INIMA PENTRU
INIMA, che si occupa degli istituti, ci disse che era necessario il nostro
lavoro presso un altro istituto situato in Tulcea dove erano presenti solo
ragazzi maschi con età che variava dai 10 ai 18 anni e dicendoci che la
situazione era molto critica in quanto i mezzi educativi addottati erano
molto violenti ed incomprensibili per il nostro modo di pensare...
Questo
naturalmente ci inquietò alquanto ma nonostante le nostre
perplessità dovemmo accettare questa nuova destinazione.
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