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Come lo fanno i matematici?

Versione auto-censurata, ad uso di tutti

Da un'idea (forse) di Chris Morton, Jeff Suzuki, Joao Batista, Bill Taylor, Andrew Smith

Gli algebristi lo fanno in gruppo e se possibile in un campo.

Gli analisti lo fanno con continuità.

I programmatori lo fanno in una simulazione al computer, in tempo reale.

I geometri classici lo fanno sul nastro di Moebius: sempre dalla stessa parte.

Gli studiosi di combinatoria lo fanno discretamente.

I logici costruttivisti lo fanno senza escludere il terzo.
(nota: i costruttivisti non accettano il principio logico del "terzo escluso")

I programmatori lineari lo fanno in modo ottimale.

I topologisti lo fanno annodandosi, su un tappeto di gomma colorato con quattro colori.

I cartesiani lo fanno ortogonalmente.

I teorici degli insiemi lo fanno per scelta.
(nota: allusione all'assioma della scelta)

I logici classici lo fanno escludendo il terzo.
(nota: il "principio del terzo escluso, A o NON-A senza una terza possibilità, è uno dei principi fondamentali della logica classica)

Gli informatici lo fanno aiutandosi con la macchina di Turing.

Alcuni logici lo fanno pensando solo a Godél.

I matematici lo fanno per sempre, se riescono a farlo una volta e un'altra volta ancora.
(nota: allusione al principio d'induzione)

Alcuni matematici lo fanno solo in teoria.

Gli studiosi di analisi complessa lo fanno anche con parti immaginarie.

I matematici lo farebbero con la moglie di Nobel.
(nota: ai matematici non è ancora andato giù il fatto che non esiste il premio Nobel per la matematica)

I matematici puri lo fanno rigorosamente.

I teorici degli insiemi NON lo fanno con i cardinali.
(nota: allusione ai numeri cardinali)

Gli analisti lo portano al limite.

I matematici devono dimostrare che l'hanno fatto.

(Traduzione e adattamento di Gianfranco Bo - 2005)

That's All Folks!


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