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Ovvero: i problemi del gambero
1. La scimmia e le noci di cocco
Una scimmia, durante una tempesta in mare, salvò la vita ad
un marinaio.
Il marinaio, le promise eterna riconoscenza e, tanto per
cominciare le regalò un sacco pieno di noci di cocco.
Durante la notte, però, il marinaio ci ripensò e decise di
riprendersi qualche noce di cocco.
A mezzanotte andò nella cabina dove la scimmia dormiva profondamente e prese la metà delle noci di cocco più mezza noce di cocco.
All'una andò nuovamente nella cabina della scimmia e prese la metà delle noci rimanenti più mezza noce.
Alle due si svegliò improvvisamente e pensò: -La scimmia non sa contare perciò se prendo qualche altra noce di cocco non se ne accorgerà di certo! Ritornò nella cabina della scimmia e prese metà delle noci rimanenti più mezza noce.
Il marinaio, dopo aver
compiuto queste imprese, si ritirò nella sua cabina e dormì
il sonno del giusto fino all'alba.
Fu svegliato dalle urla della scimmia.
Essa, anche se non sapeva contare, si era accorta del furto.
Infatti nel sacco era rimasta una sola noce di cocco!
Quante noci conteneva il sacco, all'inizio?
(Il capostipite di questo
problema si trova probabilmente nel papiro di Rhind, -1650.
Altre versioni molto antiche sono dovute a Chiu Chang Suan
Ching -150 ed a Mahavira, 850)
2. La calcolatrice di Sofia
La calcolatrice di Sofia è alquanto strana. Essa
possiede tre tasti speciali:
a) un tasto C che capovolge il numero scritto sul visore;
b) un altro tasto T che lo triplica, cioè lo moltiplica per
3;
c) un terzo tasto M che lo dimezza.
Ad esempio, se sul visore sta scritto 258 e noi premiamo T
otterremo 774. Se poi premiamo C otterremo 477. Se infine
premiamo M otterremo 238,5.
Supponiamo che sul visore sia scritto 93.
Che numero otterremo se premiamo prima T, poi ancora T, poi C
e poi M?
3. Sofia alle prese con la sua
calcolatrice
Sofia ha digitato un numero sulla sua calcolatrice poi ha
premuto la seguente sequenza di tasti: M, C, T. Sul visore
compare il risultato: 111.
Quale numero aveva digitato Sofia?
4. Il castigo di San Gennaro
Un alcolista molto fedele a San Gennaro si accorge di
essere a corto di soldi.
Il primo giorno l'alcolista prega il
santo:
-San Gennaro, ti prego, raddoppia ciò che ho nel mio
portafogli!
San Gennaro lo esaudisce: doppia carta d'identità,
doppia patente, doppia tessera sanitaria. Ma anche
doppio denaro.
L'acolista, meravigliato ma soddisfatto, va
all'osteria e spende 3000 lire in bicchierini di vino
bianco.
Il giorno dopo l'alcolista prega di
nuovo il santo, naturalmente dopo aver tolto la
fotografia della moglie dal portafogli.
-San Gennaro, ti prego, raddoppia ciò che ho nel mio
portafogli!
San Gennaro lo esaudisce di nuovo e l'alcolista
spende altre 3000 lire in vino.
Il terzo giorno, stessa preghiera, stesso esaudimento, stessa spesa.
Il quarto giorno, dopo aver
supplicato San Gennaro, l'alcolista apre il
portafogli ma lo trova vuoto. C'è solo un
bigliettino con su scritto:
"Anche oggi ho esaudito la tua preghiera, ma nel
portafogli non c'era denaro e il doppio di zero è
zero! Firmato San Gennaro."
Quanti soldi c'erano nel portafogli all'inizio?
5. A vendere mezzo uovo
Una donna porta delle uova al mercato.
Ad un primo compratore vende la metà delle uova più mezzo uovo.
Ad un secondo vende la metà delle uova rimaste più mezzo uovo.
Ad un terzo vende la metà delle uova rimaste più mezzo uovo.
Così ha venduto tutte le uova che possedeva.
Quante uova possedeva?
Questo problema è quasi identico al a quello della scimmia e
delle noci di cocco ma è un po' più sconcertante per il
fatto delle mezze uova. Va precisato infatti che la donna ha
venduto uova fresche e non uova sode.
(Giuseppe Peano 1925)
5. Le albicocche
Proposto da Ivana Niccolai
Un giovane entrò in un orto, in cui c'erano
tre giardini e prese tante albicocche; per uscirne, dovette
darne al primo guardiano la metà più 3, al secondo
guardiano la metà di quelle che gli rimanevano più tre e
poi al terzo guardiano la metà di quelle rimaste più tre:
Riuscì così a conservare per sé solo un'albicocca.
Quante ne aveva raccolte?
6. Problema di 1° grado
Proposto da Ivana Niccolai
In una partita un giocatore perde 5/9 di
quanto ha, nella seconda partita raddoppia la somma
rimastagli, nella terza perde ancora i 2/11 di questa somma e
rimane così con 72 euro.
Qual era la somma iniziale?
7. La Torre 2°
proposto da Pasquale
In una classe di un quinto Liceo Scientifico
l'insegnante di matematica dettò il seguente problema
ai propri allievi, tutti bravissimi e da sempre studenti
modello:
"In una torre a forma di parallelepipedo il volume è pari a 180 metri cubi e la somma di uno dei lati della base con l'altezza è uguale all'incirca all'età di ciascuno di voi, ovviamente espressa in metri. Calcolare l'area della base della torre."
Dopo circa due ore, nessuno aveva ancora consegnato il compito, quando l'insegnante disse ai ragazzi:
"Dovete scusarmi, ma stamattina ero sovrappensiero, perché stavo pensando che ieri sera a casa mia, a tavola, abbiamo corso un brutto rischio ... sapete che sono molto superstizioso, ma per fortuna poi abbiamo rimediato ... Comunque, bando alle chiacchiere, vedendo che, stranamente, nessuno di voi ha risolto il compito ho notato che avevo dimenticato di dirvi che la semisomma dell'altezza della torre con uno dei lati della base è uguale al numero delle mele che mia moglie ha comprato ieri al mercato."
Infatti, con quest'ultimo dato, di lì a poco, tutti consegnarono il compito con la soluzione esatta: quale?
1. La scimmia e le noci di cocco
All'inizio c'erano 15 noci di cocco. Il marinaio ne ha preso
successivamente 8, 4, 2.
E' facile risolvere i problemi di questo tipo se si parte dal
fondo...
2. La calcolatrice di Sofia
369
3. Sofia alle prese con la sua calcolatrice
111-37, 37-73, 73-146
4. Il castigo di San Gennaro
Il primo giorno: la metà di 3000 + 2250, cioè 5250/2 = 2625.
La sequenza diretta è: 2625x2-3000=2250 -> 2250x2-3000=1500
-> 1500x2-3000=0
Perciò all'inizio nel portafogli c'erano 2625 Lire.
5. A vendere mezzo uovo
Ringrazio Marta Sartori che ha
segnalato un errore e la soluzione esatta.
7 uova.
Per risolverlo partiamo dal fondo.
Ad un terzo vende la metà delle uova
rimaste più mezzo uovo (e rimane senza uova).
Perciò doveva avere 1 uovo, infatti la metà di 1
uovo più mezzo uovo fa 1 uovo.
Ad un secondo vende la metà delle
uova rimaste più mezzo uovo (e rimane con 1 uovo).
Perciò doveva avere 3 uova.
Ad un primo compratore vende la metà
delle uova più mezzo uovo (e rimane con 3 uova).
Perciò doveva avere 7 uova.
5. Le albicocche
La risposta è 50 albicocche.
Al terzo guardiano la metà di un
numero più 3 e rimane con 1 albicocca.
x = 0,5x + 3 +1; x = 8; infatti la metà di 8 più 3
dà 8-1.
Quindi ne aveva 8.
Al secondo guardiano la metà di un
numero più 3 e rimane con 8 albicocche.
x = 0,5x + 3 +8; x = 22; infatti la metà di 22 più
3 dà 22-8.
Quindi ne aveva 22.
Al primo guardiano la metà di un
numero più 3 e rimane con 22 albicocche.
x = 0,5x + 3 +22; x = 50; infatti la metà di 50 più
3 dà 50-22.
Quindi ne aveva 50.
Risposta inviata
da Ivana Niccolai
Indico con x il numero delle albicocche
raccolte in tutto; il primo guardiano ne riceve x/2 +3
Ne rimangono, quindi, x/2 , 3
Imposto l'equazione:
(((x/2 , 3 ) /2 , 3 )/2 , 3) = 1
(((x , 18)/4)/2 , 3 ) = 1
(x , 18 ,24 )/8 = 1
x , 18 , 24 = 8
x = 18 + 24 +8
x = 50
Il problema può essere risolto anche facendo un semplice ragionamento a ritroso: se alla fine gli è rimasta una sola albicocca significa che, prima di pagare l'ultimo pedaggio al terzo guardiano, aveva 8 albicocche; infatti la metà di 8 è 4 e togliendo a 4 tre albicocche rimane una sola albicocca.
Prima del secondo pedaggio aveva 22 albicocche; infatti la metà di 22 è 11 e togliendo a 11 tre albicocche restano proprio 8 albicocche.
Prima del primo pedaggio aveva esattamente 50 albicocche; infatti la metà di 50 è 25 e togliendo a 25 tre albicocche restano proprio 22 albicocche.
Pertanto in ogni passaggio a ritroso
occorre aggiungere 3 al numero delle albicocche rimastee
raddoppiare il numero ottenuto; infatti:
(1 + 3 ) * 2 = 8;
(8 +3) *2 = 22;
(22 + 3) * 2 = 50
6. Problema di 1° grado
Quanto ha: x
Prima partita: x - 5x/9
Seconda partita: 2(x - 5x/9)
Terza partita: 2(x - 5x/9) - 2(2(x - 5x/9))/11
Equazione:
2(x - 5x/9) - 2(2(x - 5x/9))/11 = 72
Risolviamola per passi, procedendo a ritroso:
(9/11)(2(x - 5x/9)) = 72
2(x - 5x/9) = 88
(x - 5x/9) = 44
(4/9)x = 44
x = 99.
7. La torre 2°
L'area di base della torre risulta essere pari a
dieci metri quadrati.
Considerando, infatti, intere tutte le misure della torre,
dell'età media degli alunni ed il numero delle mele
acquistate al mercato il giorno precedente dalla moglie del
professore, altrimenti sarebbe impossibile impostare un
procedimento analitico se comprendiamo l'infinità di
numeri decimali o anche irrazionali, partiamo dall'unico dato
preciso del problema, che nel caso specifico è il volume
della torre, pari a 180 metri cubi, e scomponiamolo subito in
fattori primi:
180 = 2²·3²·5
Per rispondere al quesito è necessario ora produrre tutte le
possibili terne di numeri interi, rappresentative delle tre
dimensioni del parallelepipedo rettangolo, che, moltiplicati
tra loro, producono 180 metri cubi di volume. Dobbiamo
considerare, però, che uno dei tre spigoli, od al massimo
anche due di essi, potrebbe anche essere di lunghezza
unitaria e quindi le terne possibili salgono alle seguenti 20:
180·1·1
90·2·1
60·3·1
45·4·1
45·2·2
36·5·1
30·6·1
30·3·2
20·9·1
20·3·3
18·10·1
18·5·2
15·12·1
15·6·2
15·4·3
12·5·3
10·6·3
10·9·2
9·5·4
6·6·5
Ognuna di esse sarebbe potuta essere la soluzione giusta
senza gli altri dati forniti dall'insegnante. Onde sfoltire
tale lista occorre allora tener conto anche di questi ultimi,
seppur incerti, controllando quali possibili terne possono
rientrare nei limiti imposti. Esaminiamo dapprima il dato
iniziale che la somma di uno dei lati della base del
parallelepipedo con l'altezza è uguale all'incirca
all'età di ciascun alunno espressa in metri, tenendo
conto che per ciascuna terna di numeri interi su scritti non
sappiamo quali sono le due misure che rientrano fra i lati di
base, ovvero in ogni terna qualsiasi dimensione può essere
rappresentativa dell'altezza del parallelepipedo e quindi
tutte le terne individuano tre possibili sottocasi, e che i
ragazzi, che stanno risolvendo il problema, conoscono
benissimo la media della loro età, ovvero è per essi un
dato noto, certamente inconfutabile.
Riguardo alla prima considerazione possiamo però asserire
che il parallelepipedo rettangolo da individuare deve avere
l'aspetto caratteristico di una torre e che in queste
normalmente la dimensione dell'altezza è sempre notevolmente
maggiore rispetto ai lati della base, mentre questi ultimi
possono essere o meno paragonabili tra loro. Ciò implica che
in ciascuna terna possiamo considerare valido solo uno dei
suddetti tre sottocasi, e precisamente quello che associa ai
lati della base le due misure più piccole, ed inoltre che
bisogna escludere le terne 15·12·1, 10·9·2 e 6·6·5 le
quali darebbero origine a parallelepipedi le cui altezze
risulterebbero paragonabili ad almeno uno dei due lati della
base.
Riguardo alla seconda considerazione, invece, possiamo dire
che gli studenti, frequentando il quinto Liceo Scientifico,
hanno un'età media che può, al massimo, variare dai 17 ai
19 anni, non tenendo presente cioè la possibilità di
numerosissimi eventuali ripetenti presenti nella classe visto
che nelle premesse del testo del problema si dice
esplicitamente che gli alunni sono tutti bravissimi e da
sempre studenti modello.
Alla luce di quanto stabilito possiamo dire che nella terna
180·1·1 la misura 180 metri corrisponderebbe all'altezza
della torre, che sommata ad uno dei lati della base darebbe
un'età media degli alunni di 181 anni il che è umanamente
impossibile! Escludiamo anche la terna 90·2·1 che
fornirebbe invece un'età media superiore a quella di
pensionamento per vecchiaia (ben oltre i 90 anni), e, per lo
stesso motivo, eliminiamo ancora le terne 60·3·1, 45·4·1,
45·2·2, 36·5·1, 30·6·1, 30·3·2, 20·9·1, 20·3·3 e
18·5·2 in quanto in ogni caso darebbero sempre alunni
troppo anziani o comunque con un'età superiore ai
prestabiliti 19 anni. Possiamo, per finire, escludere anche
le terne 10·6·3 e 9·5·4 visto che darebbero invece un'età
media degli allievi al di sotto dei prefissati 17 anni.
Restano così ammissibili le seguenti quattro terne sulle
quali tutti gli alunni non possono far altro che indugiare a
lungo senza consegnare il compito in quanto tutte
equiprobabili:
18·10·1
15·6·2
15·4·3
12·5·3
Se ne deduce che l'età media degli alunni risulta pari o a
17 anni (= 15 + 2 = 12 + 5), oppure 18 anni (= 15 + 3), od
infine 19 anni (= 18 + 1 = 15 + 4). Poichè 18 anni si
ottiene in modo univoco possiamo scartare a questo punto
anche l'eventualità che a tale valore corrisponde l'età
media degli studenti: se così fosse, infatti, essi non
avrebbero bisogno di un'ulteriore informazione per risolvere
il quesito in quanto l'unica terna che produce appunto tale
media è 15·4·3. Non possiamo estromettere però la stessa
terna in quanto essa produce anche una media pari ai 19 anni
di età che si ottiene, come visto, in duplice modo. I
ragazzi hanno pertanto o 17 o 19 anni ed hanno bisogno
necessariamente di altri dati per poter risolvere il problema.
Il professore aggiunge con ritardo che la semisomma dell'altezza
della torre con uno dei lati della base è uguale al numero
delle mele che sua moglie ha comprato al mercato il giorno
precedente. I risultati di tale calcolo producono per la
terna 18·10·1:
(18 + 10)/2 = 28/2 = 14
(18 + 1)/2 = 19/2 = 9,5
quest'ultimo impossibile perchè non intero; per la terna 15·6·2
invece producono:
(15 + 6)/2 = 21/2 = 10,5
(15 + 2)/2 = 17/2 = 8,5
entrambi impossibili; per la terna 15·4·3 invece producono:
(15 + 4)/2 = 19/2 = 9,5
(15 + 3)/2 = 18/2 = 9
il primo impossibile, il secondo accettabile; infine per la
terna 12·5·3 risulta:
(12 + 5)/2 = 17/2 = 8,5
(12 + 3)/2 = 15/2 = 7,5
nuovamente entrambi impossibili. Restano pertanto in gioco le
terne 18·10·1 e 15·4·3 a cui corrisponde un'età media
per gli studenti di 19 anni e da cui si ricavano
rispettivamente 14 e nove mele acquistate al mercato dalla
moglie del professore il giorno prima; considerando almeno
una mela per ciascun commensale, quanti potevano essere
seduti a tavola a casa del docente? Poiché siamo in Italia e
quest'ultimo è molto superstizioso, altro dato del problema,
bisogna dedurre che inizialmente erano in tutto 13, ospiti
compresi, e già questo converge sulle 14 mele, ma se
consideriamo che in questi casi, i "molto superstiziosi"
usano tenersi un invitato di riserva (un vero amico o un
parente) da aggiungere a tavola (salvo che all'ultimo
momento qualcuno degli invitati non declini il suo invito),
in questo caso i commensali erano proprio 14. D'altra
parte il professore afferma anche che era riuscito a
rimediare alla scaramanzia (altro dato). Dunque l'unica terna
resta 18·10·1 da cui si ricava un'area di base della torre
di esattamente 10·1 = 10 metri quadrati.
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