utti i pomeriggi tornando da scuola i bambini andavano a giocare nel giardino del Gigante. Era un giardino grande e bello, dall'erba soffice. Qui e là spuntavano come stelle fiori magnifici, e c'erano dodici alberi di pesco che a primavera si ammantavano di perlacei boccioli rosa e in autunno davano frutti succosi. Sugli alberi gli uccelli cantavano così dolcemente che i bambini smettevano di giocare per ascoltarli. "Come siamo felici qui!" esclamavano tra di loro. Un giorno il Gigante ritornò. "Che cosa state facendo qui?" gridò con una voce così burbera che i bambini fuggirono via. "Il giardino è mio!" disse il Gigante "Lo sanno tutti, ed io non permetto a nessuno di andarvi a giocare, ad eccezione di me." Quindi costruì tutto intorno un muro altissimo e innalzò un cartello:

I TRASGRESSORI VERRANNO SEVERAMENTE PUNITI

Era un gigante veramente egoista. Ora i poveri bambini non avevano nessun posto dove andare a giocare. Provarono a giocare sulla strada, ma la strada era troppo polverosa e piena di pietre aguzze e a loro non piaceva. Dopo la scuola vagabondavano vicino al muraglione e pensavano a quanto era bello il giardino che stava al di là. "Come eravamo felici lì dentro!" si dicevano l'un l'altro. Quando giunse la primavera i fiori in boccio e gli uccelli apparvero in tutta la regione. Solo nel giardino del Gigante Egoista regnava ancora l'inverno. Gli uccelli non avevano voglia di cantare perché non c'erano i bambini e gli alberi dimenticarono di mettere le gemme. Tra l'erba fece anche capolino un bel fiore, ma quando vide il cartello si dispiacque così tanto per i bambini che si nascose di nuovo sotto terra e si riaddormentò. Gli unici ad essere contenti erano la Neve ed il Gelo. "La primavera ha dimenticato questo giardino" si dissero "così noi vivremo qui per tutto l'anno." La Neve coprì l'erba con il

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