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Hai mai visto un ducumentario sulle api? Quando un'operaia scopre un campo coperto di fiori, torna all'alveare per informare le compagne dell'esatta collocazione del prato, e comunica con movimenti di danza. E' capace di indicare anche posti molto lontani. Anche noi uomini sappiamo danzare. Alcuni danzano con il corpo, altri dipingendo o facendo musica. Anche le parole scritte e parlate sono passi di danza, Più o meno abili, adatti più o meno bene a tradurre le nostre visioni. L'abilità non sta solo nelle mani dell'artista o nelle parole dell'oratore, anche chi ascolta deve essere ricettivo. Soprattutto con le parole è difficile salvarsi dalle categorie concettuali; anche se chi parla riesce ad evitarle, chi ascolta può cadere comunque nella trappola. Come per esempio delle bottiglie riempite d'acqua, hanno già una forma e una misura precise prima di essere riempite. I praticanti zen consigliano di non usare le parole, non per disprezzo ma per evitare il pericolo di rimanerci impigliati. E anche per spingerci a usare le parole nel modo più abile, nell'interesse di chi ascolta.
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