L'opera lirica arriva a L'Aquila
grazie al Conservatorio

Nello scorso numero de L'ALBERO, all'interno della nostra rubrica di lirica, vi abbiamo raccontato la trama di "Dido and Aeneas" di Henry Purcell.
Questa stessa opera è stata messa in scena lo scorso 7 giugno a L'Aquila presso il Teatro Comunale: l'allestimento ha coinvolto il Conservatorio di musica "A. Casella" che ha curato la parte musicale, l'Accademia di Belle Arti de L'Aquila che si è occupata delle scenografie, ed infine l'Accademia Nazionale di Danza di Roma che si è occupata delle coreografie per i balletti.
Dalla collaborazione tra queste tre istituzioni accademiche è nato uno spettacolo che ha portato in risalto la qualità dei nostri giovani musicisti e scenografi, i quali, tra mille impegni e difficoltà, hanno saputo farsi apprezzare e far apprezzare al pubblico il loro lavoro. E se lo spettacolo si è rivelato un vero successo (molte persone sono state rispedite a casa dai responsabili della sicurezza perché in teatro non c'era più posto!), il merito va soprattutto al regista Cesare Scarton, docente di Arte Scenica del Conservatorio cittadino, un uomo straordinario dal punto di vista delle qualità artistiche e dei rapporti umani, il quale ha saputo fondere il lavoro realizzato dalle tre istituzioni in uno spettacolo di elevata qualità, come ben pochi se ne vedono a L'Aquila soprattutto nel campo dell'opera e della musica classica in generale.
Sul palcoscenico lo spettacolo, durato circa un'ora, ha visto protagonisti principalmente i giovani cantanti del Conservatorio, con in testa Federica Carnevale, Fabrizio Pica Alfieri e Rita Alloggia nei ruoli rispettivamente di Didone, Enea e Belinda, ed i danzatori dell'Accademia Nazionale di Danza coordinati da Amalia Emili; ma dietro le quinte è stato fondamentale il lavoro degli allievi del prof. Gennaro Vallifuoco dell'Accademia delle Belle Arti, che hanno saputo ben destreggiarsi con una scenografia in continua evoluzione. Un elogio va fatto anche al direttore d'orchestra Andrea Cappelleri per la sua eleganza nell'aver saputo coordinare sul momento tutte le diverse realtà che hanno preso parte allo spettacolo.
La speranza è quella di poter vedere più spesso nella nostra città questo genere d'esibizioni, perché musica e teatro sono patrimoni artistici e culturali che vanno continuamente coltivati per non essere persi.

Jumpy

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