Giovani di ieri,
     giovani di oggi

domenica 7 luglio

Anche se chi scrive è una dei componenti più anziani della Redazione di questo giornale, non può nascondervi che, in questa occasione, desidererebbe avere qualche anno o, meglio, qualche lustro in più.
Non me ne vogliano i signori e le signore di mezza età se per qualche minuto, chiudendo gli occhi e mettendo in moto la fantasia, scivolo nei loro panni e cerco di immaginare com’è il mondo visto con il loro sguardo.
Penso che la prima percezione sarebbe sicuramente fisica: la vista più fievole, l’udito che non è quello dei tempi migliori e la forza e il vigore, che prima sentivo pulsarmi nelle vene, che si affievoliscono progressivamente e a mano a mano vengono meno.
La seconda percezione sarebbe di stupore: il confronto fra la condizione in cui i paganichesi vivevano cinquant’anni fa e quella attuale, i ritmi di vita completamente trasformati e lo sviluppo tecnologico in continua evoluzione, provocherebbero in me una duplice sensazione di disorientamento e di meraviglia. La terza percezione, che subentrerebbe alla seconda, sarebbe di inappartenenza: non sentirei mia una vita vissuta lontano dalla terra e dai suoi cicli produttivi, in ambienti chiusi dove le relazioni umane sono ridotte all’osso e le frasi che riempiono la bocca di tutti sono: "Non ho tempo", "non c’è tempo", "vorrei, ma non posso, mi manca il tempo".
Comincerei a pensare che, forse, questo tempo che nessuno possiede più è tutto nei miei occhi e nei miei ricordi, nel ritmo sempre uguale delle mie giornate e nella percezione delle stagioni e del loro naturale succedersi a cui solo io continuo ancora a fare caso; è il tempo delle persone che mi hanno visto nascere e crescere e che non mi vedranno morire, perché vivono ora in un altro Tempo che ancora non conosco; è il tempo che ogni giorno lascia la sua impronta sui visi dei mie cari e che trasforma i miei figli in genitori di altri figli, e i loro figli in genitori di altri figli ancora. Sentirei, forte, la necessità di raccontare questo tempo a chiunque avesse un po’ di
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