Noi possiamo godere oggi del risultato di un complesso intervento di restauro che, dal 1994, ha cercato di recuperare i danni causati dai precedenti interventi di recupero, dagli eventi sismici e dalle condizioni climatiche. Cominciamo dicendo, che gli affreschi sono opera di artisti diversi. L'affresco più "anziano" è datato al 1400. Il presbiterio racchiude gli affreschi più preziosi che per qualità e tecnica, sono equiparabili ad opere del Verrocchio, del Perugino o del Pinturicchio.
Dobbiamo pensare che, nel periodo in cui gli affreschi sono stati realizzati, la città dell'Aquila aveva un ruolo strategico. L'aquilana famiglia Branconio, legata al papa Leone X, aveva ad esempio contatti con allievi dello stesso Raffaello, ai quali aveva affidato l'esecuzione della Pala della Cappella Branconio, che oggi è conservata al Museo del Prado a Madrid.
La paternità dell'opera si riconduce a Cola dell'Amatrice, architetto e pittore, autore della facciata della Basilica di San Berardino. Si fa anche il nome di Francesco da Montereale, pittore che ha lasciato la sua impronta nella storia dell'arte di tutto l'Abruzzo. A quest'ultimo, si affianca il nome di un meno noto artista paganichese, tal "Sebastiano Sfraio". S'ipotizza che lo stesso Raffaello possa aver messo mano o dato suggerimenti per l'esecuzione dell'opera.
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