I ragazzi di Bucarest

Ricordiamo una delle esperienze fatte a Paganica

i ragazzi di Bucarest, i nostri amici rumeni Miloud, vi ricordate questo nome?
Sarà forse un cantante famoso? Un politico francese? … Eppure qualcuno mi ricorda! ... e Gabi, Mia, Corina, Rafael, Marian, Stela, Cesar, Ana Maria, Laurentiu sono forse i componenti di una band musicale? … o forse clandestini stranieri senza permessi di soggiorno … ricercati dalla polizia?… Mi sembra più probabile questa seconda ipotesi. A pensarci bene Miloud doveva essere un capobanda e gli altri saranno sicuramente degli sfaccendati a suo seguito. I ricordi sono un po' offuscati, però qualcosa mi riviene in mente: ecco … ora ricordo … fanno sicuramente parte di un piatto consumato qualche anno fa: un piatto rumeno in salsa francese. E se ben ricordo era un buon piatto, ottima la salsa. Ricordo pure che RAI UNO nel mese di marzo del '99 era presente nella piazza di Paganica… per rendere più saporito il piatto consumato!
Ricordo ancora che anni prima avevamo preferito un piatto arabo, ma poi dopo un paio d'anni ci aveva stufato. Siamo nel periodo natalizio, tempo di bontà costruita, e noi, schiavi del consumo, appaghiamo i nostri nobili sensi di solidarietà consumistica. Oggi, tra un piatto e l'altro m' interesso (consumo) dei bambini poveri … domani… sempre tra un piatto e l'altro m' interesso (consumo) un piatto di parole di pace.
Tutto è consumato… la mia vita scorre tra un consumo e l'altro, ormai non mi accorgo più se sto consumando un piatto di pasta o… delle persone.
Non si possono consumare avvenimenti umani che chiedono un cambiamento della tua vita…ma non farai altro che consumarli se la tua vita non cambierà.
Se gli avvenimenti non ti mettono in discussione, preoccupati… stai molto male… chiama il medico… trova un rimedio! Non starò qui a raccontare tutta la vita di Miloud. Non voglio comunicare qualcosa da consumare, ma voglio coinvolgere. Essere coinvolti non significa pensare sempre a loro, ma significa che la tua vita deve cambiare. Se questa comunità in cui tu vivi ti ha fatto toccare realtà che prima non conoscevi, non è stato per appagare un desiderio di consumo.
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