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Ciao ragazzi, chi vi scrive è Carlo, Pippo per gli amici. Sapete, non avrei mai immaginato di scrivere un articolo e soprattutto di scriverlo su di un avvenimento tanto sognato quanto insperato: il torneo di calcetto interparrocchiale. Tutto ebbe inizio un anno fa, quando, nonostante la mia altezza e la mia scoordinazione, presi parte, assieme ad alcuni amici di vecchia data, al campionato di calcio a 5 serie D. L'intenzione era buona: "giocando ed allenandoci staremo più tempo insieme e rafforzeremo la nostra amicizia", dicevamo. Tutto sommato si riuscì nello scopo, ma a lungo andare le cose non andavano più, la squadra perdeva ed iniziavano i primi screzi. Quello che più mi colpì, però, era la trasformazione che durante alcune partite assumevamo tutti noi e persino le ragazze che ci venivano a sotenere. Perdere non piace a nessuno, ma questo non giustificava certo quell'acceso nervosismo che sfociava a volte in offese anche verso gli stessi compagni; anch'io purtroppo mi sentivo coinvolto e capitava che non sempre mi controllassi. La cosa che comunque mi irritava e mi dispiaceva seriamente erano le continue bestemmie durante tutti gli incontri del campionato. Un giorno, amareggiato, pensai: "Mi piacerebbe giocare con ragazzi più rispettosi, in un ambiente di allegria e di sana competizione, senza sentire insulti, senza bestemmie, senza vedere nell'avversario un nemico. Mi piacerebbe creare un clima di amicizia con gli avversari, poterli incontrare anche fuori dal campo, magari a mangiare una pizza e, perchè no, rincontrarli in chiesa. E allora perchè non fare una squadra con i ragazzi della mia parrocchia? Perchè non sfidarci con qualche altro gruppo di giovani parrocchiani, non so, di Paganica o del Torrione, e perchè poi non poter diventare amici?". Mi sembrava tutto difficile, ma grazie ad Alfredo, Andrea, Carlo e don Dante questo sogno è diventato realtà. Ogni domenica 23 squadre di altrettante parrocchie si danno appuntamento a Monticchio; sono coinvolti più di duecento giovani, tra quelli che giocano e quelli che tifano. E' una cosa bellissima e spero che vada alla grande per poter continuare anche nei prossimi anni. Già adesso, per esempio, chiacchierando con un ragazzo della squadra di San Sisto (con cui abbiamo perso di misura, 13 a 2!!), abbiamo deciso dì rincontrarci in futuro per altre partite, all'infuori del tomeo. E non solo: mi accorgo personalmente che con gli amici della parrocchia si sta instaurando un rapporto più forte; prima ci incontravamo solo in chiesa la domenica e il venerdi all' Azione Cattolica; adesso invece ci alleniamo e giochiamo insieme e finora, nonostante le amare sconfitte, alle partite sono venuti a vederci anche gli altri ragazzi del gruppo. E sono fiero di dire che durante le tre partite da me giocate non ho sentito un'offesa verso gli avversari e specialmente verso i compagni; insomma tutti hanno capito lo spirito del tomeo e spero col cuore di poterlo affermare anche a marzo, quando il 1° Tomeo lnterparrocchiale " San Massimo" si concluderà.