Il suo nome è Patrick Mboma, è un buon attaccante del
Parma ma "purtroppo" è di colore...almeno questa
è la giustificazione che il presidente del Verona ha dato in una
trasmissione televisiva spiegando le ragioni del mancato ingaggio del
giocatore. Il problema sono i tifosi: non accetterebbero in squadra un
nero. Cio' è agghiacciante, fa riemergere spettri del passato che
in troppi pensavano e speravano superati. Ma la memoria storica vive se
qualcuno la trasmette. Le conquiste sociali e civili si sedimentano solo se
tra le generazioni che si susseguono si trasferiscono coscienza e conoscenze.
Questa è invece "storia dell' ignoranza", di chi non ha
ancora capito, nell'epoca della globalizzazione e del multiculturalismo, del
confronto obbligato tra le civiltà e nell'epoca di internet, una cosa
semplice semplice ma tanto importante: gli uomini nascono uguali e liberi.
Anzi è proprio in periodi come questi, in cui grandi trasformazioni
sociali mettono in discussione gli assetti con cui il mondo è stato
finora governato, che le nostalgie di un barbaro passato e dannose radici
storiche vengono riscoperte. Non è un caso che questa vicenda si
sia verificato a Verona, in quel nord-est italiano che tanto sta benefķciando
dell'immigrazione da un punto di vista economico, ma che tanto fa fatica ad
aprirsi culturalmente alla modernità. Quel nord-est che non capisce
che se gli immigrati sono utili per ridurre i costi di manodopera, bisogno in
qualche modo accettare che usi, costumi e stili di vita differenti trovino spazio
nella società. Ma non è solo questo. E' venuto il
momento che tutti acquisiscano una coscienza civile ed etica
pił avanzata. Permettere agli extrocomunitari di stare in Italia significa farsi
giustamente carico, in virtù di paese privilegiato quale è il
nostro, soprattutto in rapporto ai paesi del terzo mondo, delle povertà
e delle disuguaglianze, nel tentativo di dare a tutti un'opportunità.
"Gli uomini nascono liberi ed uguali in dignitą e diritti", questo
recita la Dichiarazione Internazionale dei Diritti Umani.
Ora non basta più enunciare tale principio, è venuto
il momento di creare le condizioni sociali e politiche perchè
esso trovi concretezza almeno nel tentativo di ridurre il divario tra paesi ricchi
e paesi poveri. Per questo dobbiamo acquisire una nuova e rafforzata
"cultura della solidarietà" che trovi nel rispetto e la
tolleranza le sue parole d'ordine. Ma per farlo è necessario progredire
civilmente. E per progredire civilmente è necessario innanzitutto
avere coraggio, il coraggio di guardare fiduciosi al futuro tenendo fissi alcuni
obiettivi. Invece, di fronte a tali sfide, in tanti, troppi, si rinchiudono
nei pregiudizi, vittime di di un'ignorante xenofobia.