Siamo sicuri che questi motivi siano maturati nel tempo; come mai, però, le sue dimissioni sono arrivate solo adesso, a sette mesi dalle elezioni?

l'ex vicesindaco Antonello Oliva E' facile dall'esterno fare questa domanda. Io sono stato eletto come Consigliere Comunale. Poi mi sono dovuto dimettere perché sono stato nominato Assessore. Sono stato eletto anche alla Provincia e anche lì, siccome non avrei potuto assolutamente impegnarmi perché avevo già il mio incarico in Comune, mi sono dimesso. Dopo questa premessa comprenderete che buttare tutto a mare non è facile. Non sapevo se la gente avrebbe capito o meno. Ho cercato di mediare, di risolvere, di comprendere fino all' ultimo, poi, quando ho capito che non era possibile mi sono detto: "meglio tardi che mai" .
Vi assicuro che la mia non è stata una scelta repentina dettata da un improvviso momento di follia: questa cosa l'ho meditata per lungo tempo. Già da alcuni mesi c'erano stati dei miei problemi personali riguardo alcune scelte, poi, il 26 Gennaio di quest' anno, dopo aver letto il Bilancio di Previsione per il 2001, mi recai dal Sindaco e gli feci notare che ci sarebbero stati dei problemi perché le entrate finanziarie non avrebbero coperto le uscite (parlo del bilancio corrente e non del piano delle opere pubbliche per il quale mi sono preoccupato personalmente di trovare le risorse); a determinare lo squilibrio erano le richieste fatte da alcuni Assessori di budget economici eccessivamente elevati, perché si chiedeva, tramite l'Assessorato, visibilità politica per l'Assessore che era l'espressione di questo o quel partito.
Il Sindaco dopo avermi ascoltato disse: "il bilancio lo faccio io!"; in realtà lui non ha fatto assolutamente nulla ma ha delegato l'allora Direttore Generale, il Segretario Generale e il Responsabile dei servizi finanziari; non fece un discorso di priorità ma di mediazione per azzittire questo o quel Segretario di partito ai quali gli Assessori che chiedevano maggiore budget facevano riferimento. Questo è stato il fatto che mi ha fatto cambiare completamente rotta ed da allora è iniziato il mio calvario.
Vi assicuro che non è stato assolutamente facile prendere questa decisione.

Pensa comunque di continuare a combattere questo modo di amministrare?

Il primo istinto era di dire: Basta!. Avevo fatto un'esperienza molto bella che mi aveva permesso di entrare in un ambito per me nuovo che mi ha affascinato, avevo avuto degli ottimi collaboratori e l'umiltà di impegnarmi in questo lavoro (perché alla fine era diventato anche un lavoro) aggiornandomi, leggendo, andando in Consiglio, avevo anche portato a compimento progetti importanti e che mi avevano dato grande soddisfazione (il recupero dell'evasione fiscale che ci ha permesso di ridurre l'ICI; il recupero, nelle pieghe del Bilancio, di tantissime risorse finanziarie dimenticate da anni; ma il consenso e la solidarietà di tante persone, appartenenti a gruppi politici anche molto diversi fra loro, che mi hanno telefonato, inviato telegrammi, scritto lettere, mi hanno spinto a pensare che forse si può anche immaginare di fare un percorso diverso: un nuovo progetto politico che sia al di fuori dei partiti.
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