Probabilmente questo giornale è troppo "buonista".
Qualcuno ce l'ha fatto notare ed è vero: questa è l'impressione che può dare, anzi, che sicuramente dà. Ma lasciatemi dire questa cosa. Io, che conosco molto bene me e i miei "colleghi giornalisti", posso assicurarvi senza titubare che chi scrive non è affatto buonista!
Chi sta dietro a queste pagine ha una gran voglia di "spaccare il mondo" (non nel senso letterale di distruggere, ma in quello di cambiare, costruire..!). Con tutta la voglia di sognare che hanno i giovani, con tutti gli errori e le incertezze che derivano dall'inesperienza, con tutta la rabbia dentro di quando ci si scontra con una realtà che lascia l'amaro in bocca.
Pian piano impareremo che a volte ci serve più "verve" per andare a segno, per smuovere un po' le acque stagnanti.. E impareremo che a volte bisogna saper rischiare un po' (o tanto!) se si vuole puntare più in alto…
Voi continuate a leggere, a metterci in discussione e, soprattutto, a lasciarvi mettere in discussione da ciò che leggete. Che può essere più o meno giusto o sbagliato ma che è sincera, libera espressione.
Ed in questa piena libertà di espressione ho deciso di pubblicare nella mia pagina una cosa che potrà sembrare …"buonista"…! -Ma come?-, direte voi, dopo tutta 'sta premessa…? In effetti quasi quasi avevo deciso di non pubblicarla questa riflessione che mi è stata data da un amico. L'avrei tenuta per me.
E invece no! Infatti, secondo me, c'è molto di rivoluzionario nelle righe che seguono…
Mentre ti alzavi questa mattina, io ti stavo osservando. Speravo che tu mi parlassi, anche solo qualche parola, domandando il mio parere su qualche argomento o ringraziandomi per qualcosa di buono che ti era capitato ieri. Ho notato che eri molto occupato… a cercare i vestiti adatti da indossare per andare al lavoro. Continuavo ad aspettare mentre ti preparavi correndo per la casa; credevo che avresti trovato qualche minuto per fermarti e dirmi: "Ciao!", ma eri troppo occupato.
Per vedere se finalmente notavi la mia presenza, accesi il cielo per te, lo riempii di stelle e di dolci canti di uccelli… però neppure te ne sei accorto.
Ti ho guardato mentre andavi verso il lavoro ed ho aspettato pazientemente tutto il giorno. Suppongo che, con tante attività, fossi troppo occupato per dirmi qualcosa.
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