Siemens. "Finora abbiamo fatto due settimane di cassa integrazione, un'altra è prevista per la prossima settimana (18 febbraio), i programmi sono stati fatti mese per mese. La cassa integrazione è iniziata alla fine di gennaio. La Flex sta molto peggio. Si dice che la Siemens prima vendeva e adesso ha fatto qualche passo indietro, è alla ricerca di un partner, ma per ora non l' ha trovato, comunque noi operai siamo gli ultimi a sapere quello che succede."

Nelle parole dei nostri intervistati si leggono sentimenti di insicurezza, rassegnazione, a volte di paura. Non è difficile immaginare come tutto questo porti complicazioni nella vita di famiglia, nelle relazioni, nella programmazione quotidiana delle cose da fare.

"...lavoriamo una settimana sì e una no, anche se può accadere, in base al tipo di lavoro che deve essere fatto, che ci avvisino all'ultimo momento di rientrare al lavoro il giorno dopo."

"... come operai non vediamo soluzione, cioè io non vedo una soluzione a fine percorso, anche perché non si sa quando tale percorso finirà. Il piano di cassa integrazione è stato programmato fino a fine marzo, dopo si riunirà di nuovo l'azienda e in base al lavoro che si ha si deciderà cosa fare; la speranza, per ora, è che la situazione non peggiori ulteriormente; il problema è che, se non si fanno ogni mese una certa quantità di giorni di lavoro, non si maturano le ferie, la tredicesima, la quattordicesima, il trattamento di fine rapporto..."

"...è una situazione aleatoria... oggi sei dentro, domani non si sa. Sai di non dover lavorare e invece ti avvisano che il giorno dopo devi essere in fabbrica. Ormai "loro" hanno imparato: per gli avvisi immediati ci telefonano, per quelli a distanza di qualche giorno ci mandano un telegramma.
In trent'anni di lavoro una cosa del genere non è mai successa, per questo siamo nuovi a certe cose, ci troviamo spaesati, scoraggiati, impauriti. Sì, c'è anche la paura, perché se finora sono uscite molte persone tramite gli strumenti della mobilità e dell' accompagnamento alla pensione, oggi tutto questo è messo in discussione; infatti, gente che doveva uscire a dicembre, non è uscita perché l'azienda ha cominciato a dire di non avere più la disponibilità economica... "

"Si vive alla giornata, oggi ci sei, domani non si sa. Molti di noi lavorano in fabbrica da trent'anni, noi siamo vecchi... ma giovani: vecchi per intraprendere un'altra attività, ma giovani perché non possiamo accedere alla pensione.
Negli anni passati abbiamo vissuto alti e bassi, ma anche nei periodi più bui sapevamo che sarebbero arrivati tempi migliori. Oggi questa certezza non c'è più e la situazione è veramente molto triste, peggio di qualsiasi altra volta. Ora non vediamo via di uscita."

 

"... noi siamo vecchi... ma giovani... vecchi per un'altra attività, ma giovani per la pensione...

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