Amata Madre Chiesa, Santa e Meretrice.

Qualsiasi uomo che in qualche modo è alla ricerca di Dio, oppure l'ha già trovato (ammesso che un tale traguardo sia raggiungibile), oppure è solo all'inizio di un lungo percorso - e magari ancora non lo sa - be', chiunque di questi si sarà trovato a riflettere su ciò che è la Chiesa, quale il suo significato e la sua ragion d'essere. Non di rado Essa viene accusata e quasi sempre a ragione. Non a caso il papa stesso ha avvertito la necessità di rendere pubblico, lo scorso anno, un mea culpa della Chiesa. Eppure in tutto questo, continua a sopravvivere e a vivere una struttura che da 2000 anni si sforza di annunciare il vangelo di Gesù Cristo. Proponiamo di seguito delle riflessioni del nostro parroco don Dante, scaturite dopo un incontro con i catechisti sull'argomento. Come egli stesso commenta: "è quasi impossibile parlare della Chiesa senza incappare nelle solite disquisizioni sulla realtà del peccato e della santità in Essa".

Santa nel suo Capo e meretrice nelle sue membra, corpo visibile e invisibile, realtà terrena e trascendente. Nella divinità e nell'umanità indivisibilmente congiunte, rispecchia il mistero del Verbo Incarnato. Cristo, capo del mistico corpo, pur non avendo peccato e sempre rimanendo nella sua ineffabile santità si "fa peccato" ; assume in sé l'eredità di Adamo presente nelle membra e la sconfigge, una volta per tutte, sul legno della croce. Cristo risorto con la sua Parola e con i sacramenti che dalla croce discendono, rinnova continuamente la sua sposa affinché gli compaia davanti tutta bella, senza macchie e senza rughe. Per questo mistero ineffabile possiamo affermare che la Chiesa è tutta santa, veramente santa, imperfettamente santa. Questa è la chiesa che amo. La sua santità la contemplo attraverso la sua debolezza e la sperimento nella sconfitta del suo peccato. Amo il suo splendore come amo le sue oscurità; gioisco per la sua luce come soffio per le sue tenebre. Se fosse solo peccato non desidererei 'abitare' in Lei, se fosse solo santità non ci sarebbe posto per me in Lei. Non amo una Chiesa che nasconde l'uno o l'altro aspetto. Amo una Chiesa che con la luce rivela le ombre e nelle ombre manifesta la luce. Solo guardandola così la posso amare, solo amandola così a Lei e per Lei mi posso donare.

Don Dante

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