conseguenza, quando leggiamo, ad esempio, nel Decreto in questione che "gli animali devono essere immobilizzati nel modo idoneo a risparmiare loro dolori, sofferenze, agitazioni, ferite o contusioni "evitabili", dobbiamo onestamente ritenere per certo che queste attenzioni , prima della legge, erano un "optional", probabilmente pochissimo praticato. E sappiamo che anche nella vita di tutti i giorni, e sotto gli occhi di tutti, nonostante le leggi, molti comportamenti continuano imperterriti come prima (per esempio l'uso delle cinture di sicurezza), perchè ciascuno trova più logico, più comodo, più vantaggioso "fare come gli pare".
Figuriamoci cosa succede là dove i comportamenti avvengono in uno spazio separato, nascosto agli occhi indiscreti, come può essere... fatemi pensare... un viottolo, una stalletta, un cortiletto di Paganica?
Nel D.L. 333/98 si spiega la distinzione tra stordimento, abbattimento e macellazione.
Lo stordimento è il procedimento che "determina rapidamente uno stato di incoscienza che si protrae fino a quando non intervenga la morte", l'abbattimento è "qualsiasi procedimento che produca la morte", e la macellazione è "l'uccisione mediante dissanguamento".
Per lo stordimento, che "non deve essere praticato se non è possibile l'immediato dissanguamento degli animali" sono ammessi 4 metodi, di cui personalmente ho scelto quello che alcuni a Paganica già praticano: quello con pistola a proiettile captivo.
Lo stordimento per legge deve essere immediatamente seguito dal dissanguamento, che si attua mediante "recisione di almeno una delle due carotidi", e la legge precisa che "il responsabile dello stordimento, impastoiamento , carico e dissanguamento deve eseguirle consecutivamente su un solo animale prima di passare ad un altro e deve essere effettuato prima che l'animale riprenda conoscenza".
Recita ancora la legge: "gli animali non devono essere legati per le zampe né devono essere sospesi prima di essere storditi o abbattuti".
Grazie a te UOMO DELLE CAVERNE DEL 2004 il momento dell'abbattimento continuerà ad essere anch'esso fonte di paura e sofferenza per il maiale. La paura, sappiamo, provoca quantomeno scariche di adrenalina, l'ormone della morte (e sai quanta ne produce un suino cosciente?). In che modo quest'ultimo modificherà la sostanza della carne che mangerai? Quanti altri veleni si scaricheranno nel sangue e nella carne del maialino anche in questo momento estremo? Dove andranno a finire? Non sarà che, mangiando questa loro carne, ci cibiamo, in realtà della loro "ultima" paura?
PROFILO PSICOLOGICO "B"
A te un duplice e ammirevole elogio.
Il primo perché sei italiano: salsicce, salami, prosciutti, coppe, pancetta, mortadella, cicolane, "fegheti e 'ncoglie", carne fresca e salata, insaccati... vuoi mettere la fantasia di noi italiani con la carne di maiale? I tedeschi (non me ne vogliano) riescono solo a impastare tutto e farne wurstel!!!
Il secondo perché sai conciliare la tradizione del suino fatto in casa con il rispetto per l'animale, dandogli una serena e indolore morte. Affidare il proprio suino a un bravo e onesto norcino, che adopera la "pistola", vuol dire garanzia anche per la tua salute.
Il compagno inseparabile di Sant'Antonio, protettore degli animali domestici ti possa quest'anno donare il prosciutto migliore di tutta Paganica.
Ge'