Kurosawa, come dicevo, è uno dei maggiori registi della storia del cinema, talmente grande che il primo film con cui Sergio Leone si è imposto alla ribalta internazionale ("Per un pugno di dollari") riprendeva "pari pari" una storia che Kurosawa aveva raccontato qualche anno prima, cambiandone semplicemente l'ambientazione storica e geografica. L'opera che vi presento è assolutamente da vedere e vivere assieme ai suoi protagonisti, è un film di avventura riflessivo e profondo che vi terrà incollati davanti allo schermo, facendovi vivere e riscoprire per circa due ore il puro valore dell'amicizia.
La pellicola ha ricevuto il primo premio al Festival di Mosca e l'Oscar nel 1976 come miglior film straniero; è un'opera in cui risalta un'intensa e lirica rappresentazione del rapporto tra uomo e natura. Dersu Uzala impersonato con eccezionale mimetismo da un attore non professionista mongolo che nella vita fa il musicologo, vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del "buon selvaggio".
In questo film Kurosawa si sofferma su due importanti "motori" della vita di ogni singolo individuo come l'amicizia e il rapporto dell'uomo con la natura. Partendo dall'occhio estremamente clinico del ricercatore, animato da spirito di conquista, il regista mostra l'inefficienza dell'uomo civilizzato, impotente davanti alle avversità della distesa siberiana. Dersu Uzala, invece, è a suo agio in un mondo in cui il fuoco e il vent
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