John Edwards e John F. Kerry Il diritto di voto è riconosciuto a tutti i cittadini americani ma, per essere esercitato, non è sufficiente aver raggiunto l'età legale: è necessario iscriversi presso un registro ufficiale del luogo di residenza. L'iter per la registrazione varia da Stato a Stato e anche all'interno del medesimo Stato, come del resto varia la procedura di voto non essendoci standard nazionali per un format di scheda elettorale o sistema di voto.
I diversi meccanismi di voto sono in genere legati alle condizioni socio economiche della relativa popolazione residente, questo allo scopo di renderne più agevole l'esercizio. Molti stati utilizzano ancora la classica scheda elettorale cartacea sulla quale l'elettore appone una "X" a lato del candidato (sia esso il Presidente o il relativo grande elettore) Terminale touch-screen per il voto elettronico prescelto, mentre altri, pur utilizzando schede elettorali cartacee, fanno uso, per il conteggio dei voti, di un sistema a scansione di tipo elettronico. Altri ancora usano un sistema quanto mai datato - è nato a New York nel 1892 - consistente in una macchina punzonatrice dove ad ogni candidato corrisponde una leva diversa. L'elettore tirerà la leva corrispondente candidato scelto e la macchina registrerà sia il voto che il numero delle persone che hanno votato. Per la prima volta in molti Stati si sono usati dei terminali touch-screen e, strano ma vero, sono state proprio queste macchine per il voto elettronico a causare i maggiori ritardi. Ai cittadini è infine concessa la possibilità di votare anticipatamente, per venire in contro alle esigenze di coloro che il giorno delle elezioni risultano impossibilitati a recarsi alle urne. Per questi ultimi nelle tre settimane che precedono le elezioni vengono disposte delle "voting machines" in luoghi pubblici. Alcuni Stati prevedono inoltre la possibilità di iscriversi per le elezioni in un particolare registro come "permanent absentee voters" in modo da poter votare a mezzo di posta per ogni consultazione elettorale.
Come si può intuire, il sistema elettorale vigente non è privo di difetti. Quello che desta più inquietudine è il fatto che può verificarsi il caso in cui un candidato vinca il voto popolare ma perda quello dei grandi elettori. E' quanto è successo quattro anni fa quando George W. Bush vinse le elezioni assicurandosi la maggioranza dei voti dei grandi elettori (271 contro 266) mentre il rivale Al Gore si aggiudicò il voto popolare con il 48,38% dei suffragi contro il 47,87% di Bush. In teoria si potrebbero verificare situazioni ancora più estreme, e cioè un candidato potrebbe essere eletto con meno di un quarto del totale del voto popolare! Per questi motivi da tempo si parla di una riforma del sistema e, quasi certamente, Bush sarà l'ultimo presidente eletto da Grandi e piccoli Elettori.

Sasquo

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