Il dialetto è stato considerato, per un lungo periodo, un nemico della nostra lingua nazionale: l'italiano. Le lotte portate davanti durante i primi anni dell'unificazione d'Italia trovavano un legittimo fondamento nella necessità di dare vita ad una lingua parlata che fosse comprensibile in un territorio /quello della penisola e delle due isole maggiori) passato attraverso secoli di frammentazione non soltanto politica, ma anche culturale e, di conseguenza, linguistica.
Oggi, considerando i risultati raggiunti in questo campo, la riflessione sul ruolo dei dialetti torna con forza ad interessarci e ad interrogarci: che posto devono avere le lingue regionali all'interno dell'unità linguistica raggiunta nel nostro paese?
La grande quantità di studi pubblicati negli ultimi anni sui dialetti, le loro origini e la loro evoluzione, mostra come il dialetto non sia più considerato come un nemico della nostra cultura nazionale e come esso diventi sempre più un alleato ed uno strumento indispensabile per risalire alle fonti di questa cultura.
Consapevoli della necessità di riscoprire questo vasto patrimonio, sconosciuto alle giovani generazioni e dimenticato dalle altre, inauguriamo il nostro spazio dialettale sperando che vi diverta e vi restituisca la genuina schiettezza del nostro PAGANICHESE.

L'ANGOLO DEL DIALETTO PAGANICHESE

Acquazza = rugiada
Atra = altra
Attecchià = ascoltare
Addoprà = usare, adoperare
Ammassà = impastare
Addunasse = accorgersi
Appiccià = accendere / prendere per mano
Appresso = dopo un certo poosto / andare dietro a...(fare la corte)
Accuzzare = ringraziare
Addò = dove
Acconcià = combinare / conciare
Alluccà = gridare, chiamare forte
Attecchià = ascoltare
Assenzu = assenso
Arrete = dietro
Ardezza = altezza
Addavero = sul serio, davvero
Abbrile = aprile
Abbudicchià = avvolgere, arrotolare
Acciaccà = ammaccare, calpestare
Allippà = arrampicare
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