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Di sicuro chiunque sia stato a contatto per un breve periodo con un paganichese di quelli seri avrà avuto modo di sentire la bellissima frase: "Ji so' dde Paganica" e all'ascoltatore più attento non saranno sfuggiti l' orgoglio e il sentimento che emergono da queste parole.
Però, purtroppo, l' esperienza mi ha insegnato che non sempre queste parole sono specchio di forte attaccamento alle radici e alla cultura del paese ma anzi, molto spesso, riflettono la grettezza e la superficialità di chi le pronuncia.
Guardando alcuni eventi che hanno caratterizzato, nel passato come di recente, la vita politica del nostro paese, mi sono accorto che la stessa grettezza e la stessa superficialità di cui dicevo prima sono denominatori comuni di molti personaggi della scena politica paganichese.
Ho sempre pensato che la politica fosse il mezzo migliore per il raggiungimento del bene comune di una nazione, di una città e quindi anche di un paese come Paganica. Non sono un tecnico del mestiere (perché fare politica è un mestiere), ma con questa idea in mente pensavo che le persone che si buttavano in politica dovessero certamente essere quelle più protese alla ricerca di strade, di mezzi, di idee per arrivare quanto più vicino possibile a questo benedetto bene comune. Ma a quanto pare, a Paganica, spesso viene considerato soltanto il bene della "Paganica me" o della "Paganica te" e il bene comune, quello delle 7000 persone che ci abitano, viene tranquillamente mandato "pe' vviolette". Quando i fatti vanno così, a quei paganichesi poco seri posso solo dire: "Tenetesella stretta 'ssa Paganica vostra" perché io sono convinto che per far crescere Paganica ci sia bisogno di dialogo, di imparzialità, di impegno comune e tutto questo a partire dalla classe politica. Buon lavoro a tutti! |
Con affetto a tutti i paganichesi
L'ALBERO