BANCHE ARMATE

La mia banca è implicata nei traffici di armi? Forse sostengo con i mie investimenti il lavoro minorile o l'inquinamento dell'ambiente? Le banche, come ogni altra impresa, vivono con il nostro sostegno di risparmiatori, attenti più al tasso di interesse applicato, che non alla destinazione dei nostri risparmi. L'indifferenza dei risparmiatori è ciò su cui le banche fanno affidamento per ogni loro affare. Non ce ne rendiamo conto, ma il silenzio rafforza solo questo stato di cose.
Il ruolo degli istituti bancari nel commercio internazionale delle armi non è un ruolo puramente accessorio. Prima ancora che per motivi oscuri, la necessità di appoggiarsi alle banche, meglio se grandi ed efficienti, deriva da "normali" esigenze commerciali: presenza internazionale, fluidità e sicurezza nei pagamenti, possibilità di avere anticipi e crediti. Ma ci sono alcune caratteristiche del sistema bancario attuale che risultano particolarmente interessanti per i produttori e i commercianti in armi, sia per fornitura legale che, a maggior ragione, per le operazioni illegali. Da qualche decennio si è sviluppata una rete bancaria e finanziaria offshore, espressione che significa "al largo", al largo dalle coste, cioè su qualche isola, ma soprattutto al largo dai controlli. Tutte le maggiori banche hanno aperto filiali in quelli che vengono comunemente definiti "paradisi fiscali", ma che sono spesso veri e propri paradisi societari, dove il segreto bancario è più tutelato e gli obblighi di trasparenza sono quasi inesistenti... per transazioni come quelle in armamenti la riservatezza è un grande pregio. Penso che sia un nostro dovere morale domandarci come e dove investono gli istituti bancari, prendere coscienza della responsabilità che abbiamo nell'appoggiare più o meno tacitamente tale situazione, non possiamo accettare il principio che i nostri soldi li dobbiamo far fruttare al meglio senza informarci sul come viene fatto. Al contrario, dovremmo sollecitare la nostra banca a un nuovo orientamento più attento alla ridistribuzione del credito a favore dell'economia sociale e delle fasce più povere della popolazione. Le forme di investimento etico, ecologico e socialmente o culturalmente compatibile prevedono che la banca si impegni pubblicamente a perseguire il finanziamento di imprese, tecnologie e progetti "puliti". Le alternative esistono, alcune banche offrono già oggi libretti a risparmio collegati con il sostegno di iniziative e microprogetti in paesi in via di sviluppo, remunerando il risparmiatore con livelli di interesse in linea con il mercato, ma anche con la possibilità di optare per un interesse minore.
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