1995: Il centro solidarietà nasce (novembre) in serio alla comunità cristiana della Parrocchia per essere punto di riferimento e di condivisione delle situazioni di emarginazione e di bisogno.
Iniziative più importanti:
dal 1995: Attività a favore di cittadini stranieri in difficoltà per mancanza di casa, lavoro, permesso di soggiorno.
dal 1996: Accoglienza nei mesi estivi di bambini saharawi e sostegno alle iniziative per porre
fine all'esilio del loro popolo.
dal 1997: Accoglienza dei bambini rumeni di PARADA e partecipazione al
coordinamento imionale di sostegno.
dal 1998: Entra in attività il Centro di ascolto.
Mi è stato chiesto di parlare delle attività della Caritas Parrocchiale.
Potrei raccontare di cose fatte, di difficoltà incontrate, di cose belle e di cose brutte, di nostre incapacità e di provvidenza di Dio, ma di questo ci sarà modo di parlare in seguito.
Ora invece voglio centrare il discorso su alcuni interrogativi, a cominciare dal titolo, che è rivolto al responsabili caritas diocesaini, parrocchiali, e ad ognuno di noi singolarmente.
E'un invito a rifiettere... e andare avanti.
Ho davanti a me 5 dossier: leggo sul primo: "Centro di Solidarietà - attività generale"; sul secondo: "...attività, modulistica, persone assistite"; sul terzo: "Saharawi"; sul quarto: "Parada"; sul quinto: "normativa - rassegna stampa".
Guardandoli uno per uno, in essi c'è la storia di tante persone, di tanti fratelli che la provvidenza ci ha fatto incontrare nel nostro cammino.
Sono fratelli o gruppi di fratelli (saharawi - clown rumeni ecc.) che ci sono stati affidati.
Alcuni non sono più tra noi perché la loro vita va crescendo altrove, in altri luoghi, in altre città: Arinze, Anthoni, Aderemi,... i ragazzi di strada di Bucarest, i bambini saharawi e tanti altri.
La nostra presenza per quelli che sono di passaggio, per quelli che restano, per quelli con cui è possibile realizzare un incontro, è importante ... E questo lo dico con "presunzione": importante essere presenti, anche se ti senti inutile,
incapace, è importante esserci. E'inoltre importante il "modo" di esserci, ma per questo abbiamo delle tracce sicure: "La carità non abbia finzioni" (Rm. 12,9) .. "siate perseveranti nella preghiera" (Rrn. 12,12)" ... e non stanchiamoci di fare il bene, se infatti non desistiamo,
a suo tempo mieteremo (Gal. 6,9).
Noi apparteniamo ad una chiesa, che è comunione di persone e ci accorgiamo che questa comunione, spesso fa una fatica enorme a decollare.
Nell' " inno della carità" (1Cor.13,1-8) S.Paolo ci indica "la carità" come via maestra per costruire una
comunità cristiana, perché è la via dell'unione, perché
è la via dell'amore, il comandamento nuovo che ci ha lasciato Gesù.
Gioacchino