Continua, all' interno della nostra rubrica, il viaggio nell' affascinante mondo del dialetto paganichese.
Stabilire come nel corso dei secoli una lingua (ed il dialetto è tale) si sia costituita ed evoluta, è impresa ardua, che sicuramente non può prescindere dall'analisi di due fattori tutt'altro che irritevanti: la posizione geografica e le vicende storiche che hanno interessato l'area presa in esame.
Diversificazioni esistevano già, nell'ambito della lingua parlata, in varie zone d'Italia durante il periodo dell'egemonia politica e culturale di Roma; un momento fondamentale però per lo sviluppo dei dialetti dell' Italia centro-meridionale è costituito dagli anni che vanno dal XII sec. al 1860, per tanto tempo infatti (con alterne vicende) tale area fece parte del Regno di Napoli.
Zone appartenenti ad una vasta area della penisola ebbero dunque una comune realtà storica, un elemento di diversificazione fra questi territori è però quello fisico-geografico: il centro-sud è praticamente diviso a metà dagli Appennini e frazionato in aree più o meno estese da fiumi di media portata.
E' solo tenendo in considerazione questi dati che possiamo capire perché il nostro dialetto si è evoluto in una direzione piuttosto che in un'altra. Se prendiamo in considerazione la posizione geografica di Paganica , ci accorgiamo che essa si trova a pochi chilometri di distanza dalla "corolla" che circonda la Conca Aquilana. Tale architettura naturale ha finito per costituire una "barriera comunicativa" che ha creato due aree linguistiche indicate dagli studiosi col nome di AREA MEDIANA e AREA ALTO-MERIDIONALE.
Le parlate dell'area mediana mantengono numerosi elementi di contatto con quelle dell'Italia centrale, mentre i dialetti dell'area alto-meridionale sono più vicini a quelli dell'Italia meridionale.
Una conseguenza molto evidente di questa particolare posizione è rappresentata, nel paganichese, dalla presenza di elementi sia mediani che altomeridionali, anche se, geograficamente, il nostro paese appartiene alla seconda area di quelle indicate.

Nel corso della nostra rubrica metteremo in risalto le caratteristiche del nostro dialetto, è bene quindi partire da un fenomeno molto interessante: il MANTENIMENTO DELLE VOCALI ATONE FINALI.
Il nome non deve spaventare, si tratta infatti semplicemente del fenomeno per cui le vocali finali non accentuate (atone) delle parole latine dalle quali derivano le corrispondenti parole italiane, vengono mantenute inalterate nei dialetti. Il fenomeno è tipico dell'area mediana ma non interessa l'area alto-meridionale, dove le vocali atone finali tendono a non essere pronunciate. A Paganica troviamo una delle ultime propaggini orientali interessate da questo fenomeno (presente invece nell'area occidentale, es. L'Aquila, Pizzoli, Montereale).

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