La cosa più bella è ciò che si ama!
Pare proprio che al giorno d'oggi vada di moda l'esser di moda.
Moda: suona triste questa parola quando assume il significato di una subdola spinta all'abnegazione di se stessi, alla rinuncia delle proprie passioni poichè spesso la società in cui si vive non richiede, nè appoggia, nè valorizza la soggettività dell'individuo, ma ritiene ridicolo o peggio ancora vano ciò che non fa moda.
E allora ecco le persone diventare tutte uguali nell'abbigliamento, nell'oggettivistica, nel modo di parlare e di
comportarsi in mezzo alla gente, come se obbedissero a delle regole imposte non si sa da chi, ma che è sacrosanto rispettare se non si vuole essere "tagliati fuori".
Mode che cambiamo a ritmi temporali verticosi. Chissà se andrà mai di moda essere se stessi....?
Dall'esaltazione dell'individualità specie se questa è inserita in un contesto sociale livellato dalle tendenze del momento,
è piena la letteratura mondiale dalle origini fino ai nostri giorni. Per la precisione la prima voce sollevata a favore della controtendenza si trova in un'ode di una poetessa greca di nome Saffo, vissuta nel VII secolo A.C.
Ne riporto giusto l'inizio:
Alcuni affermano che la cosa più
bella sulla terra nera sia un
esercito di cavalieri, altri di
fanti, altri di navi: io invece
dico che è ciò che si ama...
La poetessa rovescia in maniera radicale il valore militare che la società
maschilista in cui vive propugna e contro di essa pronuncia forte il suo "io invece".
Se si sostituiscono alle parole "cavalieri", "fanti", "navi" tre termini che caratterizzano la società attuale nei suoi costumi di massa,
così da avere un esercito di tendenze odierne, il messaggio della poesia non cambia: è un invito
a guardarsi dentro e ad avere coraggio nel rimanere se stessi.
Patrizia