(se prendiamo per esempio in considerazione il Brasile) bimbi che, abbandonati dalle famiglie incapaci di nutrirli, si riversano nelle città in bande ed alirnentano forme marginali di crirninalità.

E' difficile risolvere il problema dal momento che nel mondo si sono venute via via a formare zone sfacciatamente ricche e zone vergognosamente povere. Due mondi lontanissimi tra loro e incapaci di comunicare dominati dalla politica e dalle grandi rnultinazionali basati sulle decisioni di MEGA-ISTITUZIONI per promuovere il benessere di pochi e potenti benestanti ignorando le necessità, i diritti e la dignità delle grandi moltitudini dei senza voce.

Un popolo in fuga (i Curdi)

E' insistente il dramma dei Curdi, un popolo senza terra, senza diritti, senza futuro. Scappano da un paese che non c'è e dove molto probabilmente saranno costretti a ritornare. Questo è il loro dramma, la ricerca di uno stato, il Kurdistan che i Patti Internazionali prevedevano, ma che tre anni dopo a Losanna fu cancellato.

Attualmente le alture dove vivono i Curdi si estendono in tre paesi: l'Iraq, l'Iran, e la Turchia; i Curdi hanno una lingua propria e una cultura alta (musica, poesia e letteratura). Hanno subito tre conquiste: dei Persiani, degli Arabi, dei Turchi mantenendo tenacemente la propria identità.

La Siria non li ama e li perseguita, mentre la Turchia conduce contro di loro una guerra silenziosa che provoca ogni giorno decine di vittime. Per quanto riguarda l'Iraq, dopo il conflitto del Golfo, gli effetti dell'embargo si ripercuotono tragicamente anche sulle popolazioni innocenti del Kurdistan Iracheno. I governi di questi tre paesi non hanno mai cercato di trovare una soluzione pacifica e politica alla questione curda, sernmai cercano con ogni mezzo di soffocare ogni rivolta sterminando la popolazione nell'assoluto indifferenza internazionale.

La rinascita di Timor Est

La guerra di Timor Est è stata una guerra dimenticata, nella quale hanno perso la vita 200.000 persone nel giro di vent'anni. Dopo il ritiro dei portoghesi, Tirnor Est fu invasa dalle truppe indonesiane, le quali grazie all'appoggio e al silenzio dei Paesi occidentali, misero a ferro e fuoco pił di 650.000 dell'isolo. Il governo di Giacarta aveva intrapreso la via del genocidio culturale, attraverso la spedizione di migliaia di soldati islamici sull'isola.

Essi erano pronti a cancellare l'identità culturale del popolo Timorese e indebolire l'economia.

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