Due anni più tardi, all'atto del rinnovo del permesso di soggiorno, Nazim doveva rinnovare anche il passaporto (senza il quale non si ottiene il permesso) ma all'ambasciata macedone si "accorgono" e contestano dopo dodici anni, il mancato servizio di leva. Cercando di risolvere il problema al più presto (anche perché tutta la sua famiglia, ora con una bimba in più nata qui in Italia, figurava ed era legata al suo permesso) Nazim si reca più volte a Roma presso l'ambasciata macedone, accompagnato dai volontari della Caritas di Paganica "... che mi hanno sempre aiutato da quando sono arrivato".
Ad aggravare il momento giunge il licenziamento della ditta, che non giustifica le assenze dal lavoro di chi è carambolato tra uffici della Questura, dell'Ambasciata e del Comune (e noi sappiamo bene quanti giri a vuoto!!!), ma forse nello stesso tempo ha gettato nell'oblìo i tanti straordinari effettuati, non dovuti e per di più sottopagati. Venendo a mancare il permesso, la Questura ordina l'espulsione di tutta la famiglia. Le varie visite della Caritas e di Nazim ai vari uffici, questori e ambasciatori, si risolvono tutte con un "Vedremo quello che si può fare" o "Ci sono buone speranze" che durano troppo tempo e logorano la speranza di una soluzione. Senza permesso di soggiorno, senza lavoro, senza soldi... e con un'espulsione che incombe come una spada sulla testa, l'unica soluzione che riescono a trovare alla Caritas è chiedere un permesso di soggiorno lavorativo separato per la moglie e i tre figli: Francesco e Edi Cocciolone assumono Nazife come collaboratrice domestica e sul suo foglio di soggiorno "vengono inseriti" i bambini. Nazim invece chiede asilo politico, motivando anche il suo mancato servizio di leva; la domanda viene accettata sia dalla Questura di L'Aquila, che dalla commissione speciale a Roma preposta per questi casi: gli viene concesso in tal modo un permesso di soggiorno speciale, rinnovabile di tre mesi in tre mesi, e in altre parole fino a che non ci sarà un esito che a detta del Questore "... può arrivare tra un mese, come tra dieci anni ...".
Questo non è un evento straordinario, perché proprio un paio di mesi fa ne è accaduto uno analogo ad un italiano emigrato in Germania: il caso è stato presto risolto dalle autorità italiane... ma per uno simile, un macedone di etnia albanese è costretto ad aspettare chissà quanto, perché nel XXI secolo un governo e una burocrazia ancora fanno discriminazioni tra popoli della stessa terra. "Se tu, Nazim, fossi stato di etnia macedone, quanto avresti dovuto attendere per ottenere dal tuo paese un nuovo passaporto?".
" Forse neanche un giorno ... purtroppo il regime in Macedonia funziona solo per i macedoni, non per gli albanesi".
E intanto questo tipo di permesso non concede di avere un contratto di lavoro.
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