L'Afganistan oltre i mass media:
i "misteri" di un popolo

Poco sappiamo della politica e dei territori che in questi giorni, tra il plauso di molti, vengono bombardati: L'Afghanistan è per noi, oggi, soltanto lo Stato che ospita il nemico giurato dell'Occidente e che deve quindi subire gli attacchi vendicativi della potente coalizione antiamericana.
Eppure, se ripercorriamo gli ultimi vent'anni della storia di questo territorio, scopriamo che non sempre i conflitti che lo hanno martoriato nascevano dal suo interno e che troppo spesso è stato scacchiere di un gioco freddo e spietato che vedeva schierate, da un lato, l'Inghilterra e gli USA, e dall'altro l'ex URSS; un gioco che, come l'attuale situazione dimostra, si è ritorto contro gli Stati Uniti ed ha ricordato una lezione che la storia non si stanca mai di ripeterci: ogni tentativo di guidare tramite freddi calcoli matematici la vita di un popolo è destinato a fallire.
Non voglio annoiarvi con uno sterminato elenco di date ed avvenimenti ma soltanto ricordarne alcuni per poter comprendere meglio il senso di quanto ho affermato:
l'ex re afgano Zaher Shah1973: il re Zaher Shah viene spodestato perchè aveva cercato di allontanarsi dall'influenza sovietica. Viene nominata una repubblica sempre sotto il controllo russo.
1978: golpe comunista. Il potere passa nelle mani di un governo filo-sovietico. Gli americani e gli inglesi nel frattempo finanziano i gruppi islamici anticomunisti.
1979: guerriglia islamica. Viene ucciso il presidente Taraki, comunista, e sale al potere Afizzullah Amin, sostenuto dagli americani. L'URSS invade l'Afghanistan.
1989>: gli islamici riescono dopo anni di lotta a cacciare i sovietici. Il regime islamico dei mujaheddin aumenta il commercio di droga ed aumenta il fanatismo, inoltre tornano a farsi forti le divisioni tribali che creano guerre intestine.
Per eliminare l'instabilità politica gli USA ed il Pakistan (i primi interessati a far passare per quei territori gli scambi di petrolio, i secondi preoccupati per i traffici di droga) decidono di creare un gruppo in grado di governare stabilmente il paese: i Taliban, che vengono formati in Pakistan in scuole che insegnano loro il Corano e che sono finanziate dagli Stati Uniti.
1992: i Taliban prendono il potere e ben presto si distaccano dagli USA, mossi da un crescente fanatismo islamico. E' proprio tra i Talebani, prodotto della politica di onnipotenza degli americani, che Bin Laden, da sempre nemico degli USA, ha trovato appoggio.
La mia breve riflessione termina qui: la scarsa conoscenza che ho, sia dei complessi giochi di potere internazionali, sia della politica e della mentalità afgana, non mi permette di proseguire oltre. Mi resta la scoperta di un nuovo volto della gente che è sotto i bombardamenti, segnato da una vita passata tra la guerra, e non posso fare a meno di pensare che noi occidentali non siamo completamente innocenti, perchè, in anni non troppo lontani, parte dell'odio che alimenta il fanatismo islamico lo abbiamo alimentato noi.

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