Scusa... ti dà fastidio se fumo?

Chi vorrebbe respirare il fumo di sigaretta degli altri? Nessuno. Purtroppo però, spesso e per lungo tempo, moltissime persone sono costrette a respirare gratuitamente il fumo di chi, senza rispetto dei colleghi, fuma solo per vizio o per scaricare l'ansia e le tensioni di questa società così frenetica.
Capita di frequente che accendano una nuova sigaretta mentre l'altra si sta consumando nel posacenere, sempre pieno di cicche...poi c'è chi non sa come passare il tempo e magari si fuma il sigaro.
Così l'ambiente diventa pesante, irrespirabile, insopportabile, ed anche se la legge 626 obbliga i datori di lavoro a rendere l'aria dell'ambiente di lavoro salubre, quasi mai questa legge viene rispettata e comincia così uno scarica barile di responsabilità tra dirigenti: dicono che l'attuale legge vigente non da molti strumenti per impedire di fumare sul posto di lavoro. Così capita spesso, durante il giorno, che fumatori incalliti entrano nell'ufficio con la sigaretta in bocca e l'accendino in mano e, qualche volta, con l'aria di chi sa già la risposta, ti chiedono se dà fastidio il fumo, ma non sanno che è come se qualcuno al ristorante si avvicinasse al tavolo e ti chiedesse: "Scusa, ti da fastidio se ti sputo nel piatto della minestra?". Si, perché il trucco sta nella domanda... Chi non sa che il fumo è molesto? Durante la mia vita lavorativa, ne ho viste tante di lotte tra colleghi fumatori e non, liti anche furibonde tra chi, durante l'inverno, apriva le finestre per far rinnovare l'aria e chi invece era esposto a correnti d'aria fredda. Qualche anno fa, un collega non certo fortunato, costretto alla dialisi, un giorno, dopo che la mattina si era sottoposto alla terapia, chiese al vicino, che in quel momento stava fumando, se per favore potesse spegnere la sigaretta perché non si sentiva bene. Ricordo che quel giorno, a causa dei medicinali cortisonici che prendeva, aveva la faccia gonfia ed un occhio pieno di sangue per la pressione alta. Il "cortese"' fumatore, di rimando, gli rispose che se non si trovava bene in quell'ambiente, si facesse cambiare posto.
Ti disperi poi, quando ti accorgi che, non per colpa tua , non puoi più frequentare luoghi a te cari come le belle montagne che ci circondano: d'estate sulle rocce e in cerca di funghi e d'inverno sulla neve perché ti manca "u fiatu", pur non avendo mai usato un fiammifero per accendere una sola sigaretta !
Così, ti ritrovi di notte seduto in cima al letto, non riesci a prendere sonno e la mente va indietro nel tempo...
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