Legge 281 del 14 agosto 1991 "legge quadro in materia di animali d'affezione e prevenzione del randagismo".
Attraverso questa legge lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali d'affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti e il loro abbandono, al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale, e di tutelare la salute pubblica e l'ambiente.
Sempre punibile quindi chi abbandona, in tutti i sensi, il cane: non prendersi
cura dell'animale equivale a maltrattarlo.
Maltrattamento non è solo infliggere sofferenze a un'animale, ma anche
rifiutarsi di compiere azioni necessarie al suo benessere, quali
procurargli cibo, riparo ecc...
Chi dovrebbe prendersi cura di un cane è il padrone o il detentore...
E nel caso dei randagi? Nessuna legge vieta di far sentire un animale
accolto nella zona dove sceglie di vivere, di proteggere la sua incolumità...
Nessun singolo cittadino può arrogarsi il diritto di molestare o addirittura
sopprimere un cane perché considerato pericoloso o in "soprannumero".
A Paganica lo scorso ottobre sono stati trovati morti tre cani nello stesso
giorno e questo ha stimolato a formulare una correlazione fra i tre decessi,
avvenuti forse per avvelenamento: soltanto il risultato delle analisi dell'Istituto zooprofilattico di Teramo (dove sono stati inviati i corpi) confermerà o smentirà le numerose voci che si sono sollevate dopo questa vicenda.
È importante ricordare, a chi si cela dietro il "quello era un cane pericoloso", che
qualsiasi animale, di qualsiasi razza, può essere educato a comportarsi in modo
equilibrato e socialmente integro, come, al contrario, può essere condizionato e forzato verso comportamenti aggressivi o dissociati.
La sovracitata legge tutela anche la salute pubblica e l'ambiente, perché spesso,
l'alta concentrazione di cani in una zona, può creare situazioni problematiche per questi ultimi e per le persone: art. 2 "Il controllo della popolazione dei cani mediante la limitazione delle nascite è effettuato presso i servizi veterinari delle
ASL [...]"
I cani vaganti dovrebbero essere segnalati, catturati da chi competente con il minimo delle sofferenze, e inviati alle strutture predisposte (canili - o altro - autorizzati); non possono
essere soppressi né destinati alla sperimentazione. Soltanto se gravemente malati,
incurabili, o di comprovata pericolosità, possono essere soppressi in modo
esclusivamente eutanasico.
Due realtà vicine, di due strutture adibite alla "custodia" dei cani si trovano a
Bazzano e a Filetto. Entrambe sono gestite dalla sezione dell'Aquila della "Lega
Nazionale per la Difesa del Cane", presente sul territorio italiano con
centocinquanta sedi, impegnate in varie forme di tutela dei cani: quella aquilana,
appunto, gestisce i due canili.
La struttura di Filetto è una ex stalla bovina che la lega ha affittato da un privato.
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