Io ho una nipotina di due anni viziata e frignona come la maggior parte delle nipotine italiane. Camminando per le strade del Congo, siccome si incontrano prevalentemente bambini (l’età media è bassissima), più volte mi sono trovato a fare paragoni: la cosa che subito risalta è la differenza di peso. Pensavo: "mia nipote sembra un bufalo rispetto ad uno qualunque di loro". Poi iniziava sistematicamente una serie di riflessioni che partivano dall’abbigliamento per arrivare all’igiene, ai giochi, all’odore. Come sarebbe stata la mia nipotina in mezzo a questi bambini sporchi e allegri? E’ una bambina e senza dubbio si sarebbe liberamente adattata ad essere una bambina sporca e allegra.
Pensando a queste cose ho trovato una risposta incisiva (spero!) a tutti quelli che mi dicevano: "ma cosa ci vai a fare in Congo?...le puoi vedere pure in televisione le capanne di fango?...tanto si sa che quelli rimangono poveri...e poi parliamoci chiaro: abbiamo tanti problemi qua da noi, che vai a fare là sotto?...pensiamo a risolvere i problemi nostri..."
In Congo sono andato a vivere per un istante della mia vita in mezzo a persone che hanno problemi molto più grossi dei miei. E questo mi è servito non ad accantonare i miei per caricarmi dei loro, ma semplicemente per riconsiderare la dimensione dei problemi, per ridare la priorità ad alcuni valori piuttosto che ad altri, per tornare ad essere inquieto di fronte alle solite immagini di fame, di guerra, di morte, per provare ad essere libero come un bambino sporco e allegro.
In Congo ho cercato di imparare queste cose che solo la povertà sa insegnare come una saggia maestra. E la povertà insegna l’essenzialità (le chiacchiere se le porta il vento!) solo se ci immergiamo, anche solo per un istante della vita, nei luoghi dove lei vive .
Ho la terribile sensazione che i nostri nonni, che pure sono stati poveri, stiano perdendo la capacità di insegnarci a cercare l’essenziale. Se dovessero perderla del tutto , chi potrebbe sostituirli? Penso che da questo punto di vista i paesi poveri potrebbero ricoprire il ruolo di "nonni" delle società più ricche. A questo vale visitare posti come il Congo.

E’ quasi Natale. Se potessi, alla mia bellissima nipotina regalerei un po’ di povertà. Quella che basta per alimentare la dignità della persona.

Giuliano

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