Dopo un momento di preghiera collettiva è iniziato il corteo verso la cattedrale, accompagnato da preghiere, canti e cartelloni realizzati da diversi gruppi parrocchiali.
L'emozione più grande che il corteo ci ha regalato è stata senza dubbio la possibilità data a tutti i giovani di portare a turno e in gruppetti la croce.
E' stato allora che la maggior parte dei presenti ha cominciato quasi a correre per "prenotarsi" alla croce: uno spettacolo apparentemente contraddittorio, ma in realtà di significato positivo. Qualcuno potrebbe pensare: "che gusto c'è a slanciarsi verso una croce che è sinonimo di sofferenza?".
La risposta è che quello slancio è stato la promessa a noi stessi e a Dio di voler sostenere una qualsiasi difficoltà come Cristo, con l'aiuto del Signore, per poter un giorno risorgere con Lui.
E intanto le campane ci invitavano a proseguire la festa con la celebrazione eucaristica presieduta alle 18.00 do Mons. Molinari.

ore 21.00
La gioia della fede nella resurrezione ha raggiunto l'apice con la veglia dei giovani, ricca di momenti fortemente significativi. Fra questi c'è stata la spiegazione teologica del significato della croce da parte del Vicario generale de L'Aquila, un "balletto-Preghiera" sulla liberazione dalla schiavitù del peccato e sul finire uno scambio di intenzioni di preghiera tra tutti i partecipanti alla veglia.

Una giornata indimenticabile.

Patrizia

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