Quando una Luna invadente si fa spazio tra la terra e il Sole
Lo scorso 11 agosto tutti abbiamo assistito ad uno spettacolo impressionante quanto
suggestivo: l'eclisse solare. Forse, per i lettori un po' più maturi, non è stata la prima e per tutti ci auguriamo che questa non sia l'ultima.
Lo sarà, però, per il nostro caro millennio che saluteremo fra non molte settimane con tanto chiasso e (spero!) con un po' di nostalgia. Non so quali emozioni abbia suscitato in voi tale avvenimento ma di certo dovete sapere che la superstizione popolare
associa ad esso, come ad ogni altro fenomeno celeste, presagi poco rassicuranti. Popoli di ogni epoca si sono sforzati a dare al cielo la responsabilità delle sciagure e delle catastrofi ambientali. E' comunque innegabile che oltre ad affascinare, le eclissi creano in noi come in ogni altro animale degli sconvolgimenti momentanei che spesso si convertono in paura.
E' noto, per esempio, come Cristoforo Colombo sfruttò l'eclisse di luna del 29 febbraio 1504, nel suo quarto viaggio in America,
per ottenere dai giamaicani le derrate alimentari che questi non volevano fornirgli, sbalordendoli con la previsione dell'evento. Fra le varie credenze antiche sulla causa delle eclissi, c'era anche quella che imputava il fenomeno ad un dragone celeste, il quale cercava di mangiare la Luna od il Sole; un dragone che solo con preghiere e particolari sacrifici era possibile allontanare.
Nella storia dell' uomo le eclissi di cui abbiamo una qualche testimonianza scritta sono la quasi totalità; ricordiamo ad esempio quella più "cupa", avvenuta il giorno in cui Gesù, crocifisso, stava per discendere nel regno dei morti. Una invece meno famosa e meno tramandata è quella avvenuta nel
lontano 418 d.C, passata alla storia come "eclisse dei due imperi", visto che fu totale sia a Roma che a Bisanzio, le capitali dei due imperi più grandi del tempo.
Gli storici appassionati di astronomia si divertono poi ad enumerare le eclissi totali di sole avvenute a Roma dalla fondazione della città
(ab urbe condita) ai nostri giorni, contandone
addirittura sette, una per ogni colle.
Cerchiamo adesso di capire, al di là delle
credenze e delle superstizioni, qual è la spiegazione scientifica che sta dietro
all'oscuramento, totale o parziale, di sole o luna. Poiché non ho intenzione di stancarvi con scolastiche lezioni di astronomia e di
moto dei pianeti, vi dico soltanto che, come tutti ormai sappiamo, la terra ruota attorno al sole, la luna attorno alla terra ed il sole ha un moto molto lento attorno al centro della nostra galassia; inoltre le traiettorie di tali
movimenti sono delle ellissi che giacciono su piani diversi. Studiando la composizione dei moti di questi pianeti si arriva a determinare
dei punti, detti "nodi" e che gli antichi chiamavano "testa e coda del Dragone", nei quali Terra, Luna e Sole possono essere tra loro allineati. Quando sia il Sole che la Luna si trovano in prossimità di questi punti, può
verificarsi un'eclisse di Luna, se la terra si frappone fra essa ed il Sole; quando, invece, ad essere invadente è la Luna, c'è l'eclisse di Sole. Un'ultima curiosità interessante è che il " termine eclisse" deriva dal greco "écleìpo"
e significa "cessare", riferito alla luce solare o lunare.