Alle sue parole hanno fatto eco quelle di Mons. Edoardo Menichelli, Vescovo di Chieti, che nell'omelia della celebrazione eucaristica, ha invitato i ragazzi ad avere il coraggio di operare scelte radicali, a rifiutare una spiritualità di facciata per abbrocciare senza esitazioni la croce di Gesù Cristo.
Dopo pranzo largo ai canti e alle danze. Prima l' intervento musicale di Barbara Cola, che ha proposto alcuni dei suoi brani di maggior successo, poi quasi tutti i gruppi presenti si sono alternati sul palco per condividere l'esperienza di tanti percorsi diversi, ma tutti accomunati dall' impegno per costruire un futuro migliore.
La giornata si è conclusa con un altro momento di raccoglimento: la Veglia della Luce, quasi a sottolineare che ogni vera gioia non è un avvenimento casuale ed inatteso, ma è il frutto consapevole di un cammino di fede che trova forza vivificante nella preghiera e nei Sacramenti, fonti della Grazia divina.
E' stata una grande festa, ma anche un momento di riflessione per ridare senso e ordine alle "cose" della vita, per gustare la gioia dell'incontro con Cristo e riprendere il cammino con nuovo entusiasmo.
L'incontro di Chieti non ha avuto grande spazio sulle pagine dei giornali e nelle cronache dei notiziari regionali: è facile raccontare quotidianamente al pubblico, con sondaggi e inchieste, che la gioventù moderna non ha più valori, che spende inutilmente la propria vita. Molto più difficile, evidentemente, è spiegare perché alcune migliaia di ragazzi hanno scelto di incontrarsi per pregare insieme, per confrontarsi, per ascoltare la testimonianza di chi si è messo al servizio dei più deboli e le parole di incoraggiamento e di speranza dei pastori della chiesa locale.
Avvenimenti del genere, evidentemente, non fanno presa sui media, ma non c'è da stupirsene più di tanto; non a caso un vecchio proverbio recita: "Fa più rumore un albero che cade, di una foresta che cresce".
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