Una strategia che probabilmente non potrà spingersi a una nuova espulsione di centinaia di migliaia di persone e alla completa distruzione della dirigenza dell'Anp, ma che mira comunque
a rendere impossibile ogni compromesso, anche minimamente somigliante a un riconoscimento
dei diritti dei palestinesi e quindi della necessità di fermare l'occupazione.
La strategia di Sharon è la stessa dei governi israeliani degli anni Cinquanta: continuare la colonizzazione dei territori e rendere impossibile la nascita di uno stato palestinese. Una strategia che sta provocando gravissimi lutti in Palestina e che rende prive di senso le promesse di maggior sicurezza per i cittadini israeliani, sempre più a rischio essi stessi dato l'aggravarsi del conflitto.
Si rendono contemporaneamente evidenti i limiti e le inutili furbizie di posizione come quelle della colomba Shimon Peres (che ogni settimana minaccia di dimettersi dal governo Sharon, senza ovviamente mai farlo) e del suo tentativo di far accettare ai palestinesi l'ennesimo piano in due tempi, che non prevede in alcun modo il rispetto delle risoluzioni internazionali con il ritiro delle truppe d'occupazione e lo smantellamento delle colonie israeliane in Cisgiordania e Gaza.
Questa situazione rende più urgente una mobilitazione internazionale a sostegno dei palestinesi e per la fine dell'occupazione: la decisione del Forum di Porto Alegre di tenere una sessione a Gerusalemme è un fatto importante, così come sono segnali positivi l'allargamento dell'obbiezione di coscienza al servizio militare nei Territori Occupati da parte di centinaia di riservisti israeliani e la ripresa di manifestazioni pacifiste a Tel Aviv.
Anche in Italia sembrano riprendere quota le iniziative di informazione e mobilitazione a sostegno dei palestinesi: allargarne il fronte, per spingere a un sempre maggiore isolamento internazionale del governo israeliano, è un compito che deve vedere impegnato tutto il movimento.
articolo di Piero Maestri
Carissimi paganichesi, sapevate che da novembre scorso, nella vostra parrocchia, c'e' una figura nuova?
Sarà meglio che mi presenti...
mi chiamo Matteo Andresini, sono un studente universitario, di origine pugliese e svolgo il mio servizio civile nella vostra parrocchia in qualità di obbiettore di coscienza. Fare l'obbiettore non vuol dire trovare una soluzione per non svolgere il servizio militare. Almeno per quanto mi riguarda non è cosi, basti pensare che mio padre pur essendo un ex sottufficiale della G.di.F. è pienamente d'accordo con me. La mia scelta è partita da un servizio di volontariato che svolgevo presso l'Istituto Casa Famiglia di S.Gregorio, diretto dalle suore Ferrari.Fu allora che mi resi conto che avrei potuto occupare i miei 10 mesi di servizio militare, in un servizio molto più utile di sapere usare le armi. Si perché per fare l'obbiettore di coscienza bisogna rinunciare per sempre ad ogni forma di carriera militare e dimenticarsi cosa è , e a cosa serve una pistola, un mitra o qualsiasi altro materiale esplodente. Cari paganichesi non è poi cosi difficile rinunciare a tutte queste cose, soprattutto quando si pensa che potrebbero portare ad un nuovo 11 Settembre...
speriamo proprio di NO.
Ciao, arrivederci al prossimo numero.
O.d.C. Matteo Andresini